Hanno ricevuto la notifica dell’avvio di indagini per tre capi d’accusa – violenza privata, invasione di terreni o edifici aggravata, danneggiamento in concorso – i nove attivisti dell’Assemblea del Bosco Ospizio che lo scorso 25 febbraio erano entrati nell’area boschiva lungo la via Emilia, nel quartiere Ospizio di Reggio, e si erano seduti pacificamente davanti al trattore per impedire lo sfalcio della vegetazione, una delle prime operazioni propedeutiche alla costruzione del nuovo superstore di Conad Centro Nord previsto nell’area in questione.
“Nessun danno alle cose, nessuna violenza alle persone. Solo una protesta legittima per difendere un bene comune minacciato dalla speculazione”, hanno spiegato gli stessi attivisti: “Nonostante le ripetute richieste di confronto pubblico avanzate a Conad Centro Nord, e tutti i passaggi istituzionali del caso, l’unica risposta è stata la repressione giudiziaria”.
“Abbiamo bisogno del sostegno di tutta la cittadinanza sensibile a questi temi. Nonostante queste querele siano un preoccupante indice della volontà da parte di Conad di silenziare la protesta, continuiamo a chiedere un incontro pubblico. Queste querele sono quanto di più distante possa esserci dalle policy di vicinanza al territorio e alle persone di cui Conad si fa portatrice. Crediamo che sia possibile salvare il bosco di Ospizio, ma solo con la volontà di tutte le parti in causa”.







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