Reggio quinta nella classifica generale di “Ecosistema urbano” 2020 di Legambiente

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Anche quest’anno Legambiente ha realizzato “Ecosistema Urbano”, il rapporto annuale sulla vivibilità ambientale dei comuni capoluogo (realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore) che esamina oltre 30mila dati ambientali raccolti attraverso i questionari inviati dall’associazione ai 104 Comuni capoluogo di provincia e tramite le informazioni derivanti da altre fonti statistiche accreditate.

Reggio è entrata nella top 5 collocandosi al quinto posto nella classifica generale dopo Trento, Mantova, Pordenone e Bolzano e guadagnando ben sette posizioni rispetto allo scorso anno (quando era dodicesima) e diciannove rispetto a due anni fa, quando era al 24° posto. L’Emilia-Romagna, oltre a Reggio, piazza nella top 20 anche altre quattro città: Parma (settima), Forlì-Cesena (dodicesima), Rimini (quattordicesima) e Bologna (sedicesima).


Per Massimo Becchi, presidente di Legambiente Reggio, “se analizziamo i dati nel lungo periodo notiamo come il biossido di azoto (importante inquinante dell’aria) è calato costantemente dalla fine degli anni ’90 ad oggi, così come c’è una tendenza al calo delle polveri fini (le PM10), a onor di cronaca molto influenzata di anno in anno dalle condizioni meteo della Pianura padana”.

Anche i consumi d’acqua potabile pro-capite annuali si sono molto ridotti negli ultimi anni, passando dai 286 litri del 1995 (anno della prima edizione di “Ecosistema Urbano”) agli attuali 133. Molto più lento, invece, l’aumento della capacità di depurazione delle acque reflue, essenzialmente ferma all’83% da anni.

Ancora alta anche la produzione di rifiuti, pari a una media di 699 kg per abitante all’anno, dovuta soprattutto all’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani, che fa sì che nella raccolta finiscano anche tutti quelli delle imprese, elevando di molto la reale produzione di rifiuti domestici di un cittadino reggiano. Buono, invece, l’andamento della raccolta differenziata, che è aumentata progressivamente negli anni arrivando all’82,9% e garantendo a Reggio la quinta posizione assoluta nell’indice.

Resta alto il tasso di motorizzazione, pari a 64 auto ogni 100 abitanti, in linea con gli anni precedenti, ma negli ultimi anni è migliorato l’uso del trasporto pubblico, che ha raggiunto i 100 viaggi all’anno per abitante, in crescita rispetto ad esempio ai 63 del 2014.

Resta stabile sui 57,9 metri quadrati per abitante il verde urbano fruibile, mentre sono aumentate le isole pedonali, passate da 0,40 a 0,51 metri quadrati per abitante.

Sta invece peggiorando negli anni, e in modo costante, la dispersione idrica dalla rete, passata dal 12% del 2012 al 25,2% attuale: “È evidente che su questo fronte servono importanti investimenti, visto che su 100 litri ormai un quarto non raggiunge gli utenti”, ha spiegato Becchi.

Reggio rimane ancora prima per quanto riguarda l’indice di ciclabilità, indicatore dello sviluppo della rete ciclabile urbana, che ha raggiunto il valore di 44,37 metri equivalenti per 100 abitanti, in crescita rispetto ai 41-42 metri equivalenti per 100 abitanti degli ultimi anni; anche se, come ha sottolineato il presidente di Legambiente Reggio, “questo indice ci dice lo sviluppo, non il grado di manutenzione, la funzionalità e la sicurezza delle piste ciclabili, che come abbiamo visto in città necessitano di interventi manutentivi continui, senza i quali gli investimenti fatti servono a poco”.

Un altro neo importante, però, riguarda l’arretramento della città del tricolore nell’indice che misura il consumo di suolo, dove Reggio è calata dal punteggio di 7,05 su 10 dello scorso anno ai 6/10 del 2020: un dato che, secondo Becchi, “è indicativo del consumo di suolo che non si è mai arrestato nella nostra città, nonostante una forte inversione di tendenza che ha visto per la prima volta tornare agricole aree prima destinate all’edificazione e fronte di una stabilizzazione della popolazione tra i 171mila e i 172mila abitanti ormai dal 2013”.

Per Legambiente, dunque, “resta evidente che se su alcuni indicatori la città è migliorata, resta il nodo dell’uso del suolo, da ridurre drasticamente anche attraverso il prossimo piano urbanistico comunale, e dell’uso efficiente della risorsa idrica, da risolvere investendo nella rete dell’acqua potabile e nel miglioramento della depurazione: oggi il 17% delle acque reflue cittadine finiscono direttamente in corsi d’acqua superficiali senza o quasi nessun trattamento, peggiorando la qualità delle acque superficiali”.

Non è da dimenticare, infine, che la fotografia dell’edizione 2020 di “Ecosistema urbano” è pre-pandemica: “Nei mesi primaverili, dopo la fine del lockdown, anche Reggio ha subìto alcuni cambiamenti visibili. Alcuni sicuramente negativi: è ripartita la corsa al monouso di plastica e l’aria ha riacquisito l’odore tipico dello smog. Altri decisamente positivi: si sono diffusi i mezzi elettrici a due ruote, spinti anche dagli incentivi all’acquisto, e si è esteso il ricorso al lavoro a distanza”.

Ma con l’arrivo dell’autunno e la riapertura delle scuole, ha ricordato Becchi, “sono riemersi anche tutti i problemi cronici, a partire dall’inadeguata offerta di trasporto pubblico, al centro di roventi polemiche sui rischi di contagio per l’impossibilità di garantire il distanziamento fisico, e dagli sforamenti delle PM10. È evidente che la lotta al cambiamento climatico non investe solo questioni ambientali, ma anche sanitarie e sociali e su questa strada sarà necessario fare grossi investimenti nei prossimi anni”.



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