Migliaia di persone il 26 marzo sono scese in piazza in oltre 70 città: studenti, insegnanti e genitori chiedono la riapertura delle scuole di ogni ordine e grado, dal nido all’università, in presenza, in sicurezza e in continuità. Le mobilitazioni contro la chiusura delle scuole sono state molto partecipate, un grande successo.
Mentre erano in corso le mobilitazioni è giunta la notizia che il TAR del Lazio ha accolto il ricorso per la riapertura delle scuole, effettuato da “Ri(n)corriamo la scuola” di Firenze. La sentenza dispone che il Consiglio dei Ministri debba riesaminare le misure sulla scuola contenute nel DPCM alla luce dei rilievi sollevati dal TAR stesso e dagli studi scientifici citati dai ricorrenti. Una vittoria giuridica importante per tutto il mondo della scuola, che da un anno si mobilita per far valere il diritto all’istruzione, a una scuola realmente inclusiva.
Anche le dichiarazioni del primo ministro Mario Draghi sono una vittoria parziale ma importante per genitori, insegnanti e studenti perché dovrebbero riportare a scuola migliaia di bambini delle scuole primarie e della prima media. Eppure si tratta anche dell’ennesimo duro colpo al diritto all’Istruzione per i ragazzi dalla seconda media in avanti. Costringere ancora a casa gli adolescenti italiani è una scelta grave e del tutto arbitraria: una soglia che spezza un ciclo delicato come quello della scuola media, annullando almeno 2 anni su 3 per chi la frequenta; una soglia che continua a penalizzare la fascia d’età 14-18, applicando in modo ipocrita e grottesco un presunto principio di precauzione.
Gli adolescenti italiani sono chiusi in casa da un anno, privati del diritto allo studio, della socialità, della possibilità di muoversi e fare sport, ovvero di molto di quanto è necessario per una crescita psicofisica equilibrata. Se questa scuola 12-18 anni in didattica a distanza è nei piani per il futuro, caro ministro Bianchi, non è accettabile! È fallimentare e questo fallimento è stato conclamato!
Il Governo prende in giro i cittadini da un anno, come di fatto confermato anche dalla sentenza del TAR. La classe politica italiana è concentrata solo a far funzionare le attività che producono reddito, mentre tiene chiuse le scuole, bene primario per garantire la salute dei bambini e dei ragazzi, il futuro del nostro Paese. Per questo motivo le proteste di Priorità alla Scuola non si fermano. Mercoledì pomeriggio alle 16 si terrà una lezione di protesta all’aperto.
Scenderemo in piazza Prampolini TUTTI I VENERDÌ FINCHÈ TUTTE LE SCUOLE DI OGNI ORDINE E
GRADO NON VERRANNO RIAPERTE!
PRIORITÀ ALLA SCUOLA – REGGIO EMILIA






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