Foto Meloni a testa in giù su FB, arriva querela

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A Reggio si insedia tra le polemiche la giunta del sindaco Luca Vecchi, pronto a dare il via al suo secondo mandato da primo cittadino con una squadra presentata solo pochi giorni fa ma già sotto attacco.

Nel mirino, questa volta, c’è l’assessore comunale alla città collaborativa, ai lavori pubblici, alla cura dei quartieri e alla trasformazione digitale Valeria Montanari, che lo scorso 26 giugno ha pubblicato sul suo profilo Facebook una foto capovolta – a testa in giù – della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, accompagnata da un breve testo. “I Bulli e le Bulle che fanno ‘i grossi’ con i più deboli non li ho mai sopportati. Un modo sordido per nascondere che fuori dai loro metodi arroganti e violenti, non ce la possono fare“, aveva scritto l’assessore sul social network contestando, nell’occasione, la proposta della Meloni di affondare la nave Sea Watch.

Chiaro il riferimento evocativo alla fine di Benito Mussolini, ucciso dopo la cattura nei giorni immediatamente successivi alla liberazione dell’Italia al termine della Seconda guerra mondiale e poi appeso a testa in giù a una pensilina di un distributore di carburante di piazzale Loreto, a Milano, il 29 aprile del 1945.

La polemica, rimasta dormiente per giorni, è scoppiata a distanza di due settimane rilanciata proprio dalla stessa Meloni, a cui evidentemente è stato segnalato il post “incriminato”: lunedì 8 luglio, infatti, la leader di Fratelli d’Italia ha ripubblicato lo screenshot del post della Montanari sulla propria pagina Facebook attaccando l’assessora reggiana: “Questa signora che mi vorrebbe morta a testa in giù perché voglio difendere i nostri confini è assessore del Pd a Reggio Emilia. Lo stesso Pd di Reggio Emilia che si è affrettato a esprimere solidarietà al (proprio) sindaco di Bibbiano arrestato per lo scandalo legato alle violenze sui bambini e che sta tentando in tutti i modi di minimizzare quanto emerso. La loro abitudine è questa: zittire in ogni modo chi prova a raccontare le verità per loro scomode. Non mi stupisce. Tuttavia mi piacerebbe sapere cosa pensa Nicola Zingaretti di un suo assessore che dichiara pubblicamente di volermi appesa a testa in giù“.

Dopo il rilancio della Meloni, la cui pagina conta oltre un milione di fan, la bacheca dell’assessore Montanari è stata inondata da una pioggia di critiche. Contro di lei, inoltre, si sono levate numerose voci di protesta anche istituzionali.

“Trovo vergognoso che rappresentanti delle istituzioni superino di gran lunga il legittimo diritto di critica arrivando a una pericolosissima istigazione alla violenza”, ha tuonato il vice-capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Tommaso Foti preannunciando la presentazione di un’interrogazione al presidente del consiglio Giuseppe Conte su questa vicenda.

“Già in passato – ha ricordato Foti – diversi inutili esponenti del Pd sono stati disposti a cadere nel ridicolo pur di farsi notare, ma ora questa gentaccia ha davvero esagerato. Chiedo al segretario Zingaretti di prendere immediatamente le distanze perché un suo silenzio sarebbe non solo increscioso ma anche pericoloso”.

Per la deputata di Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli si è trattato di “un’iniziativa miserabile. È sempre la solita storia: una sinistra che millanta retorica dell’umanità poi finisce con l’invocare la violenza per gli avversari. Complimenti. Persone così non sono degne di sedere nelle istituzioni e nei partiti, perciò una presa di posizione severa da parte del segretario Zingaretti è doverosa. La doppia morale non è mai una cosa buona, specie dopo quanto accaduto a Bibbiano, una dinamica tragica su cui la classe dirigente locale del Pd ha molto da spiegare”.

Sulla vicenda si è espresso anche il segretario del Pd Nicola Zingaretti, che ha parlato di “un errore da condannare”. “Tutti collaboriamo a difendere la dignità del confronto”, ha sottolineato Zingaretti in un tweet: “Così non si va avanti, l’odio sta portando indietro le lancette della storia. Ce lo dicono anche le campagne infami nei social e le aggressioni ai circoli del Pd“.

Dopo qualche ora, infine, la stessa Montanari ha provato a correggere il tiro con un altro post di (parziali) scuse: “Non ho mai scritto né augurato del male alla Meloni: la foto al contrario è conseguenza del disgusto provato nel leggere che una persona che siede in parlamento chieda di affondare barche piene di persone“, ha scritto l’assessore comunale reggiano su Facebook (anche se la leader di Fratelli d’Italia aveva precisato – sia nel video da cui era tratta la foto poi pubblicata capovolta che in successivi tweet – che l’eventuale affondamento della Sea Watch sarebbe dovuto avvenire dopo l’arresto dell’equipaggio e il trasbordo dei profughi, dunque dopo aver fatto scendere tutte le persone a bordo).

“Mi spiace che l’interpretazione sia stata un’altra e di questo mi scuso. Nel tweet scritto da Giorgia Meloni di cui ho pubblicato la foto, lei chiedeva di affondare una barca di profughi e richiedenti asilo in fuga dall’orrore nel Mediterraneo. Affondare le barche, con la gente sopra. Non rimuoverò quel post perché credo fermamente quanto ho scritto. Per correttezza e per non dare adito a sbagliate e strumentali interpretazioni girerò la foto nel post di 10 giorni fa”.

Un parziale dietrofront, quello dell’assessore Montanari, che tuttavia non è servito ad evitarle conseguenze legali, visto che la Meloni ha dato mandato ai propri legali di sporgere querela per diffamazione nei confronti dell’assessore reggiano: “Non ho mai chiesto di affondare una nave con delle persone a bordo e sarebbe bastato qualche minuto per vedere il mio video e verificarlo di persona. Purtroppo però l’assessore Montanari ha preferito spendere il suo tempo in un altro modo: scrivere su Facebook post infamanti nei miei confronti e riportare parole che non ho mai pronunciato. Di questo ne risponderà nelle sedi competenti”.



Ci sono 3 commenti

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  1. Lorenzo

    Premettendo che la scelta del campo (Facebook) è stata sbagliata (è pieno zeppo di gente che insulta e bullizza a livelli professionali) si potrebbe tutto riassumere come:
    1. La Meloni bullizza, provoca e insulta tutti 24/7
    2. La Montanari dice che la Meloni bullizza, provoca e insulta e insulta tutti 24/7
    3. La Meloni bullizza, provoca e insulta la Montanari

    Nel mondo non virtuale tutto ciò sarebbe stato risolto con uno scappellotto al bar. Di cosa stiamo parlando?
    Veramente fa notizia il fatto che una persona faccia uno (1) scivolone di fronte a chi fa sparate inverosimili 24/7?

    Nel suddetto bar questa si chiama “Simulazione di fallo”. Mi aspetto che la Meloni si butti a terra gridando e tenendosi una gamba.
    Per chi se lo fosse perso: https://youtu.be/0jeB-ngNM9k

  2. henry thoreau

    Mah … mi domando se la signora Montanari, quando agisce, si domanda quale fine persegue… Con il proprio post voleva portare giovamento a sè e al PD? O voleva forse nuocere al proprio partito? Se dobbiamo credere alla prima ipotesi, consiglierei al PD di sottoporre preventivamente i propri candidati ad un test di QI …


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