Venerdì 18 novembre alla Fonderia di Reggio prenderà vita lo spettacolo “Winter Forest”, che crea un paesaggio inclassificabile dal carattere invernale, glaciale, come di foresta nordica, ottenuto con speciali effetti di luce riflessa su un fondale di seta.
Sulla scena si muovono tre personaggi (Daniele Bianco, Valentina Staltari e Po-Nien Wang) in una danza fatta dall’intreccio tra un’elevata complessità tecnica e movimenti sconosciuti, come creature di altri mondi; spazio e costumi presentano simili tratti estetici, con conseguente effetto mimetico. La coreografia è costruita con un’idea ciclica in cui gli elementi, pur variando, tornano e ritornano con un’apparente casualità, come accade ai temporali e alle tempeste.
Dopo aver frequentato a lungo i paesaggi nei loro mutamenti dentro l’alternarsi delle stagioni, con questo progetto Fabrizio Favale indaga il concetto di mimetismo. Talvolta utile in natura, talvolta inutile, è colto in questo caso prima di tutto come evento estetico: una modalità di scomparire, dissolversi nel circostante, per riapparire con le sembianze del circostante.
La danza di Favale è orientata all’astrazione, tipica delle tecniche americane con cui si è formato: i paesaggi coreografici che disegna nelle sue opere sembrano rimandare di volta in volta a mondi lontani e sconosciuti, in cui la danza si presenta come un orizzonte libero da interpretazioni e classificazioni.






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