I reggiani amanti della lirica sono colpiti e addolorati per la scomparsa di Franco Iacoli, per tanti anni presidente del circolo Giuseppe Verdi di Reggio Emilia e riferimento per generazioni di melomani.
Franco Iacoli, originario di Albinea, aveva compiuto da poco 90 anni, per tutta la sua vita è stato un autentico appassionato e fine intenditore di opera lirica, amore che lo ha portato a organizzare spedizioni in tutti i teatri d’Italia e anche all’estero, condivise con gli amici della musica iscritti al circolo.
Il ricordo di Mauro Del Bue. Franco Jacoli era l’incarnazione più meritevole della tradizione operistica reggiana. Presidente del circolo Giuseppe Verdi lui e la sua gentile e paziente signora promuovevano viaggi nei più grandi teatri europei. E conferenze e dibattiti sul melodramma. Ma Franco era uomo colto e tra le sue scelte non c’erano solo Verdi, Puccini, Mascagni, Bizet. Figuravano anche Mussosky, Debussy, Strauss. Dove sta scritto che uno che conosce a memoria la Traviata non possa commuoversi per l’Elettra? Jacoli me ne ha raccontate di storie. Quella che fu lui a convincere Kraus a cantare il Werther (divenne il più grande di tutti e lo ringraziò). O quando andò all’Arena di Verona nel 1946 per la Gioconda e s’imbatté in un soprano grassoccio alquanto e sconosciuta assai. Si chiamava Maria Callas. O quando per sentire Corelli in Carmen al Municipale nel 1953 parti da Albinea in bici e in bici ritornò. Passione d’altri tempi? Uomini d’altri tempi? Teatri d’altri tempi? Vero. Ma tempi migliori quelli che radunavano gli appassionati nel comitato di gestione dei i Teatri, passavano le notti a programmare un cartellone. Parlando in dialetto e bevendo lambrusco. E il nostro teatro diventava grande.






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