Con una lettera aperta, Carlo Freccero, ex direttore Rai, autore televisivo e critico, invita il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi alla proiezione del documentario “Invisibili”, sulle reazioni avverse da vaccino anti-Covid, in programma sabato 11 febbraio all’hotel Astoria, in via Nobili a Reggio Emilia.
Gent.mo Sig Sindaco,
mi rivolgo a Lei per un appello da parte degli organizzatori della proiezione del documentario “Invisibili”, per chiedere la sua preziosa partecipazione. La sua presenza darebbe al dibattito il significato importante di aiuto della comunità ad una minoranza che, purtroppo ed in buona fede, è stata danneggiata dal vaccino. Queste persone hanno creduto nel bene comune. È compito di tutti mostrare gratitudine e solidarietà nei loro confronti.
Essere sindaco assume un significato universale che va ben oltre gli interessi di partito. Indipendentemente dalla parte politica che ha proposto e sostenuto, il Sindaco deve rispondere col suo operato alle istanze di tutti i cittadini, perché il suo ruolo e la sua funzione è pubblica. Nel caso dell’Emilia Romagna questo dovere è, se possibile, ancora più sentito, perché la grande fiducia dei cittadini nelle istituzioni non può essere delusa.

Purtroppo la pandemia di Covid ha avuto, tra gli altri esiti nefasti, quello di spaccare la società tra favorevoli e contrari al vaccino, vax e novax. È noto che i partiti di sinistra sono stati i più schierati a favore della vaccinazione. E anche oggi continuano su questa linea politica, anche a costo di assumere atteggiamenti di chiusura incompatibili con una visione della scienza aperta al progresso ed al miglioramento costante dei suoi risultati. Non a caso i vaccini hanno avuto un’autorizzazione condizionata. Questa cautela era necessaria per monitorare gli effetti di un farmaco nuovo e si è tradotta nell’integrazione della scheda tecnica del farmaco, con gli effetti secondari verificati.
Una presa di posizione rigida porta la sinistra ad arroccarsi su posizioni intransigenti e di rifiuto di alcune evidenze che le case farmaceutiche e gli organismi di vigilanza sanitaria cominciano ad ammettere. Il rifiuto di assistere alla proiezione del documentario può essere interpretato come frutto di questa intransigenza.
Ma c’è un paradosso che il documentario rivela e ripete per tutta la sua durata. Il documentario non dà voce ai novax. Al contrario, se parliamo di effetti collaterali del vaccino, dà la voce a quanti nel vaccino hanno avuto fiducia e si sono affidati alle direttive sanitarie pubbliche. Non solo. I vaccinati non si sono trasformati in novax. Ammettono che, purtroppo, un farmaco causa sempre effetti collaterali che possono essere più o meno rilevanti.
Alla fine della sperimentazione sta alle strutture pubbliche valutare il rapporto rischi- benefici nella somministrazione di un farmaco. Ma gli intervistati non chiedono cose come il ritiro dei vaccini. Al contrario, argomentano che essendo stati regolarmente vaccinati in strutture pubbliche ed avendo subito gravi conseguenze, è loro diritto accedere tramite quelle stesse strutture che li hanno vaccinati, alle cure necessarie per ovviare ad effetti collaterali che, in alcuni casi, sono già stati certificati.
Invece si ritrovano oggi per la Sanità Pubblica ad essere INVISIBILI e si vedono respingere al pronto soccorso come se la loro non fosse una situazione oggettiva di sofferenza, ma una forma nevrotica di depressione o di turba mentale.
Loro hanno avuto fiducia nella sanità e nello Stato. Stato e sanità devono avere fiducia in loro. È un dovere morale che non può essere semplicemente eluso trincerandosi dietro il consenso informato. Tutti sanno che di consenso veramente informato non può trattarsi perché, addirittura, nel Parlamento Europeo si è invocato il segreto militare sui vaccini per non rivelare dati sensibili. I cittadini hanno quindi firmato un consenso in bianco alle istituzioni.
Gentilissimo signor Sindaco ignoro la sua posizione personale sull’argomento, ma penso che il Comune debba farsi carico di trasmettere le istanze dei cittadini allo Stato ed alle istituzioni sanitarie preposte. Anche a Reggio le vaccinazioni hanno interessato la maggioranza dei cittadini. Anche a Reggio potrebbero esserci stati effetti collaterali e situazioni analoghe a quelle descritte nel documentario e le eventuali vittime non possono essere lasciate sole nel momento del bisogno. Credo nella democrazia e nel dibattito, ma soprattutto nella solidarietà sociale.
Un sentito ringraziamento per la sua cortese attenzione.
Carlo Freccero






Ultimi commenti
Sottoscrivo tutto in ogni punto di quanto scritto!!
Per un reato di questo tipo nella sua splendida terra di origine a quale cura sarebbe sottoposto?
...zzo! Pare che nei reparti del T.S.O. s'avverta un fremito di spaesamento: e adesso dove andranno a pescare i picchiatelli? Forse i pochi neuroni disponibili