Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Emilia, su richiesta della Procura, ha disposto l’obbligo di dimora nel territorio comunale di Novi di Modena – dal quale non potrà uscire senza una preventiva autorizzazione giudiziaria – per la donna di 38 anni accusata di aver rubato, lo scorso maggio, il portafoglio a una donna di 59 anni in una stanza del reparto di neurologia dell’arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, dove la vittima si trovava per assistere il fratello ricoverato.
L’indagine è scattata proprio dalla denuncia presentata dalla cinquantanovenne: qualcuno, approfittando di un momento di distrazione, le aveva sfilato dalla borsetta il portafoglio, lasciato momentaneamente incustodito mentre accompagnava il fratello in bagno.
La persona responsabile del furto, subito dopo, utilizzando due carte di credito trovate nel portafoglio rubato aveva completato in rapida successione ben nove operazioni, tra prelievi di soldi in contanti agli sportelli Postamat e bancomat e pagamenti in vari negozi della zona, facendo sparire dal conto corrente della vittima quasi 2.900 euro.
A poche settimane di distanza dai fatti, però, i carabinieri di Albinea hanno identificato come principale sospettata proprio la trentottenne modenese, che è stata denunciata per furto aggravato (con l’aggravante di aver approfittato di circostanze tali da ostacolare la pubblica o privata difesa) e indebito utilizzo di carte di credito.
I carabinieri albinetani hanno delegato i colleghi della stazione di Novi di Modena, luogo di residenza della donna, che hanno rintracciato la trentottenne notificandole l’obbligo di dimora, gli orari e le modalità di controllo a cui dovrà attenersi.
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