Reggio Emilia, la resa civile

piazzale Marconi zona stazione Reggio Emilia – FM

Alla stazione storica di Reggio Emilia, quella che i cittadini conoscono bene, quella di cui si parla da anni, è accaduto di nuovo. Un uomo in carrozzina. Sessantacinque anni. Invalido al cento per cento. Aggredito alle spalle. Buttato a terra. Rapinato.

Non è solo cronaca nera. È un fallimento. Un fallimento civile. Un fallimento urbano. Perché quella zona non è nuova a episodi simili. Perché tutti sanno. Eppure nulla cambia davvero.

Due giovani. Uno con precedenti. L’altro senza permesso di soggiorno. Uno è già in carcere per altri reati. L’altro resta libero. Denunciato. Con un divieto di soggiorno.

È questa la risposta? È questa la misura della giustizia percepita dai cittadini?

Intanto un uomo fragile viene scaraventato a terra. E la città scorre oltre.

La notizia dura un giorno. Poi sparisce. Sostituita da convegni. Dibattiti. Parole. Integrazione. Fragilità. Inclusione. Tutto necessario.

Ma qui la fragilità è una sola.

È quella di un uomo in carrozzina, non quella di chi aggredisce.

Continuare a confondere i piani è un errore grave.

Perché significa non vedere. Non dire. Non reagire.

Una comunità che normalizza la violenza contro i più deboli non è più una comunità. È solo un luogo dove si sopporta. E a Reggio Emilia, oggi, si sta sopportando troppo.




Ci sono 15 commenti

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  1. Angelo

    Nessuna difesa per sindaco e giunta ma l’ordine pubblico spetta solo ed esclusivamente allo stato tramite polizia e prefettura.
    Basta alibi.

    • Petrus

      Eh no, Signor Angelo, troppo comoda. Sindaci e Giunte Comunali hanno la responsabilità di interloquire e cooperare con Questure, Prefetture e Forze dell’Ordine. La Polizia Municipale sa bene a chi riporta, certo non al Governo centrale. Poi si potrebbero citare anni (decenni) di politiche lassiste e permissive nei confronti di “risorse” senza arte né parte arrivate in Italia (non solo a Reggio) in anni recenti, nullafacenti (se non delinquenti) che ora ‘arricchiscono’ con il loro valore aggiunto la zona Stazione e vie limitrofe. Provi a farsi un giro in piazzale Marconi e zone amene nei paraggi…. Per anni i nostri sindaci hanno parlato di “percezione”, poi si passava a tacciare di “razzismo” chiunque si lamentasse…la situazione oggi è sotto gli occhi di tutti. Auguri

  2. Francesca

    Il problema stazione ormai è risaputo da tutti. Ma non è solo un problema della stazione, ormai il degrado a Reggio si sta espandendo a macchia d’olio.

  3. Maria

    Siamo sotto assedio, nella zona dietro la stazione centrale il degrado è assoluto, persone che si drogano in pieno giorno davanti ai bambini che rientrano a casa da scuola, furti e tentativi di furto a ripetizione, risse, la notte è il far west. In una città piccola come Reggio Emilia tutto questo non è ammissibile

    • Orban Milà

      Ti ricordo che, a quanto è dato sapere, risulta che a Palazzo Chigi risieda da tre anni e mezzo una raffinata statista della Garbatella non esattamente bolscevica. Con tutto il disprezzo che un essere senziente può provare per Pisolo e la sua giunta di sonnambuli, il ministro dell’interno attuale e quello della giustizia non sono stati scelti dai pidioti.

    • kursk

      Nel PCUS, Partito Comunista dell’Unione Sovietica, negli anni 50/60 del 900, gli alti dirigenti piu’ ortodossi , oltranzisti (ed ottusi) venivano tacciati di essere dei “reggiani”….

      • Orban Milà

        Vuoi dire che tra una vodka (intendesi una bottiglia intera) e l’altra qualcuno di quei gentiluomini fosse a conoscenza dell’esistenza di un ignoto borgo di provincia oltre la cortina di ferro? Ma dai….!

    • Theodora

      Sì, gratta gratta sotto personaggi di apparente levatura democratica si cela il “contrordine kompagni” di guareschiana memoria

  4. Ermanno01

    Ci si dimentica di dire che è governata città e provincia al100% dal pd. Con percentuali in alcuni paesi del 75%. Sono solo idioti i reggiani. Punto.

  5. Rosario

    Da tempo si sarebbe dovuto punire chi alla sicurezza è deputato,giudici,prefetti,questori,commissario e sindaci,sicuramente colpevoli del degrado ormai inarrestabile nel nostro paese.

  6. Orban Milà

    “…Due giovani. Uno con precedenti. L’altro senza permesso di soggiorno. Uno è già in carcere per altri reati. L’altro resta libero. Denunciato. Con un divieto di soggiorno.”
    Perfetto: chiedersi perchè questi due galantuomini fossero a spasso è un esercizio troppo difficile?


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