Reggio è: dalla parte della cultura che scende in piazza

teatro Valli di Reggio Emilia

Scrive in una nota stampa Reggio è: “Condividiamo e sosteniamo con forza le istanze della Rete teatrale di Reggio Emilia che oggi pomeriggio manifesterà in piazza lanciando l’appello “Con la cultura non si mangia (di tutto)”. I lavoratori della cultura e dello spettacolo, in particolare del teatro, chiedono attenzione, sostegno, investimenti e tutela di esperienze per un settore senza il quale saremmo tutti più poveri.

Domani è la Giornata mondiale del teatro. Solo qualche settimana fa il ministro Franceschini ipotizzava che potesse essere il giorno della riapertura dei teatri italiani. Non è andata così: a causa della pandemia che continua a diffondersi, le sale resteranno deserte e le attività di spettacolo si potranno fruire al massimo in streaming. Una condizione che ha ripercussioni pesantissime sia sul lavoro degli operatori – che già soffre di estrema precarietà – sia per un’intera comunità a cui è preclusa la cultura in presenza.

Lo spettacolo non è solo intrattenimento: è un’attività essenziale per la crescita e l’emancipazione delle persone. Già prima della pandemia la cultura non era alla portata di tutti. Secondo l’Istat solo il 40% degli italiani legge almeno un libro all’anno – un dato di per sé preoccupante – e il 37,4% non prende parte ad attività culturali di alcun tipo. Una percentuale che sale al 50% nelle famiglie a basso reddito. Questo divario sicuramente crescerà con la crisi in atto.

La cultura non è improvvisazione. È cura, professionalità, ricerca, preparazione. Chi la promuove studia, impara, elabora. Propone corsi, alfabetizza gli studenti. Un patrimonio diffuso di esperienze che rischia di uscirne profondamente devastato. I ristori statali e regionali sono misure utili e importanti, ma necessitano in prospettiva di essere accompagnate da un impianto strategico che consenta di pensare al futuro.

Sosteniamo con forza l’idea dell’essenzialità dell’attività di teatri, musei, scuole e di tutti i soggetti promotori di cultura, che sono attori fondamentali della società. E siamo convinti che solo attraverso una forte alleanza tra le istituzioni culturali del territorio e le tante realtà che operano nel settore possa essere assicurato un mondo in cui lo spettacolo non sparisca dal nostro orizzonte.

Per questo riunire davanti al Teatro Municipale, con un’istanza condivisa, decine di soggetti che troppo spesso si sono vissuti come concorrenti, da un lato testimonia la gravità della situazione, dall’altro ci fa sperare che in un prossimo futuro la cultura possa non essere più considerata accessoria”.



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