Reggio. Confcommercio: il Green pass nei negozi non ha senso col 90% di vaccinati

via_emilia_vuota

Per gli esercizi commerciali e i pubblici esercizi l’avvio del 2022 si sta rivelando molto difficile: «Già avevamo detto che ci aspettavamo un inizio d’anno complicato e purtroppo avevamo ragione», osserva il presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia Reggio Emilia, Davide Massarini.

«Occorre più pragmatismo da parte dello Stato nella gestione della pandemia. Il controllo del Green pass affidato ai piccoli esercenti -spiega Davide Massarini- è solo un ulteriore aggravio organizzativo in un contesto economico falcidiato dall’inflazione e nel quale si crea un’allarmante disgregazione sociale a discapito degli esercenti, per altro in un mercato in cui mancano regole adeguate per tutelare la libera concorrenza evitando distorsioni ormai macroscopiche e dannose per la collettività, i consumatori e le imprese».

«L’introduzione del Green pass nei negozi -aggiunge Davide Massarini- non ha senso col 90% di vaccinati: bisognerebbe aprire le maglie, anche per ridurre la tensione sociale. A questo si aggiungano le quarantene. In tutta la provincia nei pomeriggi scatta una sorta di coprifuoco, effetto di quarantene e incertezza».

«C’è un’ulteriore importantissima questione. Parliamo spesso della condizione della donna, delle imprenditrici e del lavoro femminile. Bisogna prevedere allora un sostegno ai genitori imprenditori, siano essi donne o uomini, costretti alla quarantena per accudire i figli positivi al Covid. Altrimenti è inutile meravigliarci se l’occupazione femminile in Italia cala e le donne sono costrette a stare a casa per occuparsi dei figli».

«Che poi tutto questo avvenga mentre a Roma c’è qualcuno che appone nell’urna voti per “Topo Gigio” è davvero un segnale triste e poco confortante da parte delle Istituzioni», conclude Davide Massarini.



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu