Giovedì 8 maggio i carabinieri del nucleo investigativo di Reggio, dando esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare emessa due giorni prima su richiesta della Procura generale di Bologna, hanno arrestato e portato in carcere Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq, i due cugini di Saman Abbas condannati all’ergastolo lo scorso 18 aprile nel secondo grado del processo per l’omicidio della diciottenne pachistana.
La giovane vittima era svanita nel nulla nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio del 2021 dalla sua abitazione di Novellara, ed era stata poi ritrovata senza vita dopo un anno e mezzo, sepolta nei pressi di un casolare abbandonato nelle campagne della Bassa reggiana.
I due cugini, che erano stati assolti nel processo di primo grado, erano finora in stato di libertà. In secondo grado, invece, la Corte d’appello di Bologna ha confermato l’ergastolo per i genitori della ragazza, il padre Shabbar Abbas e la madre Nazia Shaheen, già condannati all’ergastolo anche in primo grado, e ha condannato all’ergastolo anche Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq. La pena per lo zio di Saman Abbas, Danish Hasnain, era stata invece rideterminata al rialzo, passando dai 14 anni comminati in primo grado a 22 anni di reclusione. La corte ha anche riconosciuto le aggravanti di premeditazione e futili motivi.






Ultimi commenti
Rimpiango i tempi del quotidiano l'Unita', quando usciva con allegato l'inserto Tango e poi Cuore. Oggi come oggi, sinceramente, non lo comprerei neanche per usarlo
C'è indiscutibilmente un sistema dietro ed è sempre il solito, quello dei detentori della verità per grazia divina, propagata ed imposta attraverso i centri sociali, […]
Ariani certificati però, mansueti e sottomessi, meglio se anche masochisti d'annata e senza certificato antifascista, utile per saltare la fila.
Sembrano persone pacifiche alle quali è chiesto, in Italia, di non contrastare la nostra Costituzione. Tuttavia anche a loro è possibile parlare del Vangelo.
Scusi signor Salsi ma a me lei dal suo profilo mi sembra solo l'ennesimo amico dell'amico a cui il comune gira una caterva di soldi […]