Terza giornata di votazioni per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica italiana e terza fumata nera a Montecitorio, anche se con qualche novità e diversi segnali politici evidenti rispetto alle due votazioni precedenti.
Non cambia l’esito complessivo, con il mancato raggiungimento del quorum (673 i voti richiesti per mandare un candidato o una candidata al Quirinale) e una prevalenza di schede bianche (al termine dello spoglio ne sono state conteggiate 412), ma si sono registrate novità per quanto riguarda i voti validi: la maggioranza di questi ultimi è andata all’attuale capo dello Stato Sergio Mattarella (125 voti), tallonato a breve distanza dal co-fondatore di Fratelli d’Italia Guido Crosetto (114 voti, candidato di bandiera del partito di Giorgia Meloni ma che ha totalizzato molte più preferenze di quelle attribuibili alla sola forza parlamentare di opposizione); più indietro l’ex giudice e magistrato Paolo Maddalena (61 voti, candidato della componente ex-M5S del gruppo misto Alternativa c’è) e il senatore Pierferdinando Casini (52 voti).
Sono stati complessivamente 84 i voti cosiddetti “dispersi” (quelli andati a candidati o candidate che hanno ricevuto una sola preferenza), 22 invece le schede nulle.

A fronte della terza fumata nera consecutiva, il Parlamento – riunito in seduta comune Camera-Senato, con l’aggiunta dei 58 rappresentanti regionali – è stato riconvocato alle ore 11 di giovedì 27 gennaio per la quarta giornata di votazioni, in occasione della quale il quorum per l’elezione del nuovo capo dello Stato si abbasserà dalla maggioranza dei due terzi degli aventi diritto di voto alla maggioranza semplice, passando dunque da 673 a 505 voti.






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