Artigianato reggiano in crescita: +13,3%

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C’è ancora molto terreno da recuperare dopo la pesante flessione del 2020, ma nel secondo trimestre del 2021 per l’artigianato reggiano la crescita è tornata a doppia cifra: le analisi dell’Ufficio studi della Camera di commercio di Reggio, infatti, hanno certificato un aumento della produzione pari al 13,3%, alla quale si sono associati segni positivi anche per quanto riguarda il fatturato (+14,6%) e gli ordinativi (+13,2%).

“È certamente positivo il fatto che si sia invertita la tendenza al calo produttivo”, ha sottolineato il commissario straordinario della Camera di commercio reggiana Stefano Landi, “ma lo stato di forte sofferenza dell’artigianato ha ora bisogno di una marcata continuità di questi risultati; insieme a un 2020 che ha registrato un calo produttivo del 15,7%, con una punta del -24% nel secondo trimestre, già tutto il 2019 era risultato negativo”, determinando una situazione “di estrema gravità” all’interno di un comparto in cui si colloca oltre un terzo delle imprese reggiane.

L’incremento del primo trimestre dell’anno, ha aggiunto il commissario Landi, “si colloca dunque in un contesto ancora critico”. A confermarlo è anche il confronto con i dati complessivi riguardanti l’industria reggiana: a fronte di un fatturato del manifatturiero che è aumentato del 24,3%, infatti, quello delle imprese artigiane è cresciuto “solo” del 14,6%, con uno scarto ancora più evidente per quanto riguarda il fatturato con l’estero.

I prossimi mesi, dunque, per Landi “ci diranno se i buoni segnali che vengono dagli ordinativi si consolideranno, ma nel valutare con soddisfazione questo primo rimbalzo è evidente che non si possono allentare la vigilanza e la consapevolezza delle difficoltà ancora presenti”.


Tornando ai dati del periodo aprile-giugno 2021, in provincia di Reggio l’artigianato ha fatto segnare una crescita del 10,4% del fatturato estero e del 4,7% degli ordini dall’estero.

Nonostante le difficoltà dei trimestri precedenti, oltre alla ripresa del fatturato e della produzione si è aggiunto anche un seppur lievissimo aumento (+0,35%) del numero complessivo delle imprese artigiane, passate dalle 18.353 del secondo trimestre del 2020 alle 18.418 di fine giugno 2021. Il dato, tra l’altro, è migliore anche se confrontato con quello di giugno 2019 (+0,41%).

I settori nei quali si concentra il maggior numero di operatori artigiani sono quelli delle costruzioni (48%, con 8.929 imprese) e della manifattura (22%, con 4.084 imprese): quest’ultima, in particolare, conta 1.756 imprese della metalmeccanica (il 43% del totale delle imprese artigiane manifatturiere) e 810 imprese del tessile-abbigliamento (20%).

Il numero complessivo degli addetti impegnati in imprese artigiane al 30 giugno scorso è di 39.796 unità: in questo caso il dato è inferiore del 2% rispetto a quello dello stesso giorno dell’anno precedente. Degli occupati totali, oltre quattordicimila sono impiegati nelle filiere dell’industria manifatturiera (36%), mentre sono quasi tredicimila quelli nel settore edile (32%).

Sul fronte imprenditoriale, infine, nel 71% delle imprese artigiane reggiane i titolari sono persone di nazionalità italiana, nel 2% sono di nazionalità comunitaria e nel 26% dei casi sono di nazionalità extra-Ue.