Po, che futuro? Incontro sulla biodiversità

fiume Po a Polesine Zibello ph. Paolo Panni

Quale sarà il futuro del Po e come centrare i traguardi ambiziosi individuati dalla Strategia Europea per la Biodiversità al 2030? Come intraprendere azioni concrete in tempi ragionevoli per accrescere il capitale naturale tutelando e riqualificando le stesse risorse naturali contestualmente al recupero delle funzioni dei complessi ecosistemi fluviali? Come coniugare positivamente le necessità ambientali con le irrinunciabili esigenze produttive di chi vive e lavora su un’area così complessa come quella padana? Sono stati questi, ma non solo, gli argomenti che hanno fatto da filo conduttore all’evento partner della EU Green Week 2022 – Settimana Verde Europea “A blue way for biodiversity: the River Po restoration project” a San Daniele Po (CR).

L’evento è stato organizzato dall’Autorità Distrettuale del Fiume Po-MiTE in collaborazione con il Comune di San Daniele Po e con gli interventi di: Fernanda Moroni – Autorità Distrettuale del Fiume Po, Rossano Bolpagni – Università di Parma, Dario Zocco – Ente di gestione delle aree protette del Po piemontese Riserva della Biosfera MaB UNESCO Collina Po, Claudio De Paola – Direttore del Parco Lombardo del Ticino Riserva della Biosfera MaB UNESCO Ticino Val Grande Verbano, Aida Morelli – Presidente Comitato Esecutivo Parco del Delta del Po Emilia-Romagna Riserva della Biosfera MaB UNESCO Delta Po, Andrea Agapito Ludovici – WWF Italia.

Il focus di approfondimento si è svolto presso la sala conferenze del Museo Paleoantropologico del Po – San Daniele Po ed è proseguito nel corso del pomeriggio con un sopralluogo naturalistico lungo il Po presso Isola Pescaroli. Il tema conduttore della giornata si è confermato la Biodiversità e la sua importanza nel delicato equilibrio ambientale lungo l’asta del fiume insieme alle opportunità su cui puntare ed investire per tutelarla e migliorarla.

“E in quest’ottica virtuosa, alla ricerca di modelli resilienti, la condivisione operativa tra enti competenti e gestori dei Siti natura2000 – così come di tutte le aree naturali protette -, diventa un traguardo comune da perseguire con maggiore celerità rispetto al passato grazie all’integrazione degli strumenti operativi e a tempistiche definite – ha evidenziato il Segretario Generale di AdBPo-MiTE Meuccio Berselli – Tra sfide e criticità lo sforzo di tutte le comunità rivierasche deve tendere al traguardo ultimo cercando di migliorare il contesto generale, preservando le unicità locali, ma con spirito unitario non sempre valorizzato a dovere”.

Il Po, con i suoi 652 chilometri di lunghezza e i 71.000 km2 di bacino idrografico, è il più importante e ricco corridoio ecologico del nostro paese e pur attraversando l’intera pianura Padana, una delle aree più antropizzate italiane, conserva ancora un buon potenziale di recupero dei processi geomorfologici, ecologici e di biodiversità, costituendo un capitale comune di straordinaria rilevanza sociale e ambientale e un patrimonio insostituibile da conservare e valorizzare anche per le generazioni future.



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