Lo ha detto la parlamentare e candidata alla guida del Partito democratico Elly Schelin in un’intervista al Corriere della Sera.
In risposta a chi dice che dietro di lei ci sia la vecchia nomenklatura del partito, da Franceschini a Bettini, taglia corto: “È una affermazione sessista, tipica di una società patriarcale, per cui se una donna si fa strada dev’essere sempre strumento di qualcun altro. Serve una rottura, una cesura netta con il passato. Preferisco cento volte i dirigenti che hanno capito che o si cambia o si muore, rispetto a quelli che accusano me e fingono di aver passato gli ultimi anni nei campi a raccogliere margherite, anziché nelle stanze dove si sono prese tutte le decisioni del partito, comprese le alleanze”.
Infine, alla domanda se pensa di vincere al congresso, Schlein risponde: “Ne sono assolutamente certa. Lo sento. Avverto una mobilitazione incredibile. Lei non ha idea di quanta gente voglia partecipare”.






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