Nel weekend a Reggio la “Festa di riscossa popolare” del Partito dei Carc: “Serve una nuova Liberazione”

festa P. Carc

Sabato 25 e domenica 26 giugno al parco della Resistenza di Reggio, in via Giovanni Falcone, è in programma la “Festa di riscossa popolare”, organizzata dalla federazione emiliano-romagnola del Partito dei Carc (comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo) “nonostante i tentativi di sabotaggio, censura e repressione operati dall’amministrazione comunale”. Una due giorni  di iniziative e dibattiti “che sarà non (solo) la festa del P. Carc, ma la festa di tutte le organizzazioni di lavoratori, studenti, disoccupati che nel P. Carc possono trovare un orientamento sul “che fare”, un sostegno nella pratica e una rete”, hanno spiegato gli organizzatori.

“Cercare, come ha fatto il sistema di potere che governa la città, di impedirci di svolgere la festa, arrivando a minacciare di ritorsioni dei volontari che ogni giorno si impegnano per la propria comunità facendo vivere circoli che sono l’ultimo presidio di socialità in quartieri popolari abbandonati dalle istituzioni da decenni, non è una dimostrazione di forza ma un modo di qualificarsi per ciò che realmente si è: strumenti della Lega e partecipi del sistema affaristico delle larghe intese, che devasta la vita delle masse popolari in tutto il paese fino a trascinarci in una guerra contro la Russia e che devasta il nostro territorio per spremerne ogni ricchezza prodotta da chi per vivere deve lavorare e trasformarla nel profitto di pochi parassiti”.

Nel corso della settimana che precede la festa sono previsti volantinaggi davanti alle aziende e nei quartieri, oltre a volantinaggi porta a porta e nelle cassette delle lettere nei quartieri popolari della città: “Avremo bisogno di aiuto per sistemare il parco e renderlo adeguato alla festa, supplendo all’incuria dell’amministrazione; avremo bisogno di contributi per allestire la festa, per preparare il cibo per il rinfresco e per tutte le piccole attività necessarie ad assicurarne la buona riuscita”.

La festa, inoltre, per il Partito dei Carc dell’Emilia-Romagna “è principalmente un modo di raccogliere le risorse economiche necessarie all’attività politica: sostenere il partito, abbonarsi al giornale, acquistare la nostra stampa (edizioni Rapporti Sociali) sono tutti modi di aiutarci a contribuire a far fronte alle perdite che questa situazione ci impone su questo fronte”.


“Non si tratta – hanno aggiunto gli organizzatori – solo della Festa della riscossa popolare: la storia dello scorso secolo ci insegna che i comunisti sono i primi a essere oggetto della repressione, ma che presto questa si estende a ogni voce che non sia funzionale agli interessi delle classi dominanti, interessi che mai come oggi sono evidentemente in contrasto con quelli del popolo e dei lavoratori. Chiediamo a tutti i compagni, i lavoratori, le organizzazioni, i sinceri democratici della regione di denunciare pubblicamente quanto sta accadendo, come ha già fatto Riccardo Paccosi che sarà alla festa per presentare il suo ultimo libro, e di partecipare per dimostrare che le libertà conquistate dai partigiani con la lotta di Liberazione non potranno essere eliminate, né ora né mai, e per mettere oggi quelli che sono i semi della nuova Liberazione che dobbiamo compiere”.

Fare la Festa della riscossa popolare a Reggio, secondo il P. Carc, “non significa soltanto dare voce ai movimenti contro la guerra e la Nato, a Sara Reginella dopo che è stata inserita nella lista di proscrizione del Copasir pubblicata dal Corriere della Sera, a promuovere il confronto tra i movimenti contro il green pass dell’Emilia-Romagna, quelli contro la guerra e quelli contro le privatizzazioni e il saccheggio dell’ambiente e dei beni comuni per costruire un fronte unitario contro il sistema delle larghe intese e il governo Draghi che ne è la massima espressione. Significa anche lottare per difendere le libertà politiche, la libertà di organizzazione e di espressione che questo sistema vuole comprimere fino a negarle del tutto, e significa farlo nell’unico modo possibile: ovvero praticando quelle libertà. Facendo la festa, appunto”.