Nel secondo trimestre del 2022, secondo il centro studi regionale di Unioncamere, è rimasto sostanzialmente stabile il numero delle imprese in Emilia-Romagna: le imprese attive, infatti, sono salite a quota 401.235, con un leggero aumento rispetto al trimestre precedente (+0,3%, pari a 1.206 unità in più).
È stato registrato quindi un rallentamento della tendenza positiva (ancora in atto) che si era avviata nel primo trimestre dello scorso anno: una tendenza che, secondo Unioncamere, testimonierebbe l’efficacia delle misure a sostegno della base imprenditoriale dell’Emilia-Romagna, introdotte per contrastare gli effetti negativi della pandemia di nuovo coronavirus.
Il tessuto imprenditoriale regionale si è però ulteriormente ridotto nel settore dell’agricoltura, e la tendenza negativa si è accentuata lievemente per quanto riguarda l’industria e in modo più marcato per il commercio. L’andamento positivo complessivo, invece, è attribuibile soprattutto al nuovo aumento delle imprese di costruzioni e dal consolidamento dell’insieme dei servizi diversi dal commercio.
L’andamento tutto sommato positivo dell’imprenditoria emiliano-romagnola è risultato peraltro di segno opposto rispetto al dato riferito al livello nazionale, che ha visto le imprese attive in Italia registrare nel complesso una lieve flessione (-0,1%).






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È così, siamo in balia di 300 persone, poco meno o poco più che si fan forte della debolezza, per non dir oltre
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Una sorta di setta neopagana di pseudo eco-ambientalisti convinti di rappresentare una avanguardia per la salvezza del mondo e del genere umano. Immagino che questa
Mario deve capire che questi signori saranno messi in condizione di tornare a fare il loro mestiere solo dopo che il ns rigidissimo e temibilissimo […]
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