A quasi vent’anni dai primi fatti contestati, a otto dalla maxi-operazione Aemilia e a sette dallo scioglimento per mafia del comune di Brescello – primo caso nella nostra regione – arriva la notizia dell ‘avviso di conclusione indagini da parte della Dda di Bologna nei confronti degli ultimi due sindaci pre-commissariamento. Giuseppe Vezzani, 55 anni, e Marcello Coffrini, 52 anni. I due ex sindaci sono indagati dalla Direzione distrettuale Antimafia di Bologna per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo gli atti firmati dal procuratore della Dda GiuseppeAmato e dal pm della Dda Beatrice Ronchi che ha sostenuto l’accusa in tutti i processi per ‘ndrangheta nel Reggiano, a Vezzani e Coffrini viene contestato «un sistematico asservimento dei propri incarichi e del proprio ruolo politico agli interessi della ‘ndrangheta, contribuendo concretamente al rafforzamento, alla conservazione e alla realizzazione degli scopi del sodalizio ‘ndranghetistico emiliano anche nei momenti digrave difficoltà dovuti al contrasto che le forze dell’ordine e l’autorità giudiziaria, le istituzioni e la società civile attuavano».
Giuseppe Vezzani è stato sindaco di Brescello dal 2004 al 2014, anno in cui gli è subentrato Marcello Coffrini (nella foto lo scambio di fascia tricolore al momento dell’insediamento il 26 maggio 2014). Entrambi si erano candidati con liste civiche sostenute dai Ds nel 2004 e dal Pd nel 2009 e nel 2014. Marcello Coffrini era stato anche assessore nella precedente giunta Vezzani ed è figlio dell’avvocato amministrativista Ermes Coffrini – che per il Pci, il Pds e poi i Ds – ha guidato Brescello per quasi vent’anni dal 1985 al 2004.
Marcello Coffrini, interpellato da Resto del Carlino e Telreggio, ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna notifica dalla Dda.
L’attuale inchiesta deriverebbe dalla relazione prefettizia che ad aprile 2016 portò allo scioglimento del Comune di Brescello e da una rivalutazione dei documenti difensivi dei Grande Aracri, padre e figlio, al processo Grimilde, e di altri documenti e vicende del passato.







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sana invidia per quelli che il prosciutto non lo mangiano ma che due fette tagliate non troppo fini le hanno sempre sugli occhi....
Fabiola ha ragione.
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