Milani fuori da Hellwatt, Fratelli d’Italia all’attacco: “Massari sapeva e ha taciuto”

Hellwatt Festival logo container – IG

La “cessazione della collaborazione” tra Victor Yari Milani, fino a inizio maggio direttore artistico di Hellwatt Festival, l’ambiziosissimo (forse troppo?) evento musicale in programma nei primi tre weekend di luglio alla Rcf Arena di Reggio Emilia, e la macchina organizzativa del festival stesso spalanca scenari che lasciano molto spazio ai dubbi e ai non detti.

Uno di questi porta direttamente al sindaco di Reggio Marco Massari, che ha definito l’estromissione di Milani “una decisione saggia, anche se tardiva”. Parole sibilline che per Fratelli d’Italia “suonano come una vera e propria ammissione politica: se la decisione era ‘tardiva’, significa che il Comune era consapevole da tempo che qualcosa non stava funzionando”, evidenzia il capogruppo di FdI in consiglio comunale Cristian Paglialonga.

“Per mesi l’amministrazione ha minimizzato ogni dubbio, partecipando alle conferenze stampa, sostenendo pubblicamente il progetto e prestando il proprio peso istituzionale a un evento presentato come ‘il più grande d’Europa’, mentre dietro le quinte emergevano criticità enormi: richieste tecniche fuori scala, costi in crescita incontrollata, interrogativi sulla sostenibilità organizzativa, sulla sicurezza, sulla viabilità e perfino sulla reale capacità di vendita dell’evento”.

Per Paglialonga, alla luce di tutto questo, le parole di Massari “sono gravissime: il Comune sapeva e ha scelto di tacere”, è l’accusa che arriva dai banchi meloniani: “Il sindaco ammette implicitamente che l’amministrazione era a conoscenza dei problemi, ma invece di intervenire immediatamente ha preferito aspettare, minimizzare e proteggere mediaticamente il progetto. Questo significa aver anteposto l’effetto annuncio alla prudenza istituzionale e alla tutela dell’interesse pubblico”.

Sulla stessa linea anche la consigliera di Fratelli d’Italia Letizia Davoli: “Per mesi ci è stato raccontato che tutto fosse sotto controllo, mentre oggi il sindaco stesso parla della necessità di trovare una ‘soluzione seria e dignitosa’. Ma i cittadini si aspettavano serietà e dignità fin dall’inizio, non a due mesi dall’evento. È inaccettabile che una città venga trascinata in una situazione tanto delicata senza che vi sia stata la massima trasparenza verso il consiglio comunale e verso i reggiani”.

Fratelli d’Italia contesta anche il fatto che l’amministrazione comunale “continua a rifugiarsi dietro la definizione di ‘evento privato’, quando però a pagare saranno inevitabilmente anche i cittadini reggiani attraverso l’impiego di Polizia locale, servizi sanitari, gestione della sicurezza e impatto sulla viabilità urbana”.

“Non si possono privatizzare i profitti e socializzare i rischi”, sintetizza Paglialonga: “Se il Comune arriva oggi a parlare di ‘snellimento delle procedure’ e di ‘soluzione seria’, significa che esisteva già la consapevolezza concreta di un possibile fallimento organizzativo. E allora la domanda è semplice: perché non è stato detto prima alla città?”.

“I reggiani hanno diritto alla verità”, conclude Davoli: “La città non può essere trasformata in un laboratorio di improvvisazione politica e mediatica. Chi governa deve garantire trasparenza, programmazione e responsabilità, non rincorrere eventi dai contorni incerti salvo poi correre ai ripari quando ormai il problema è esploso pubblicamente”.



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