Mercoledì 28 aprile al via la prima tappa delle prove di invaso per il collaudo funzionale della cassa del Panaro

cassa fiume Panaro

Prenderà il via mercoledì 28 aprile la prima tappa delle prove di invaso per il collaudo funzionale della cassa di espansione del fiume Panaro, in provincia di Modena: le operazioni saranno curate da Aipo, l’Agenzia interregionale per il fiume Po, nel rispetto del protocollo d’intesa siglato nel 2015 con la direzione generale dighe del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Attraverso la chiusura delle paratoie della cassa, una delle più grandi d’Italia per capacità di invaso, sarà possibile riempirla fino a un livello di 6 metri e mezzo attraverso il deflusso naturale del fiume, garantendo comunque il deflusso minimo vitale del corso d’acqua. Lo step iniziale prevede la permanenza delle acque nella cassa per sette giorni consecutivi prima di poter procedere al rilascio delle stesse.

Il livello dell’invaso sarà quindi mantenuto per quanto possibile costante alla quota autorizzata, modulando l’apertura di una o più paratoie a seconda degli afflussi da monte; nell’eventualità di allerta meteorologica, si procederà allo svuotamento del volume invasato. Una volta raggiunto il livello previsto, saranno svolte da parte del personale dell’ufficio Aipo di Modena le attività di ispezione, il monitoraggio piezometrico e le misure di controllo inerenti il manufatto principale.

Sulla base dei risultati registrati si procederà a due ulteriori fasi successive, corrispondenti a gradi crescenti di riempimento dell’invaso, fino a colmare il manufatto principale con un volume di circa 23 milioni di metri cubi d’acqua, la quota del ciglio massimo di sfioro posto a quota 12,06 metri sullo zero idrometrico e a 40,83 metri sul livello del mare. Sarà sempre il Ministero a dover rilasciare un’apposita autorizzazione per lo svolgimento di tali operazioni, che secondo le previsioni potrebbero svolgersi tra la fine del 2021 e l’inizio del prossimo anno.

“Il cronoprogramma procede senza intoppi, per cui si confermano le tappe previste”, ha ribadito l’assessora alla difesa del suolo della Regione Emilia-Romagna Irene Priolo, che nei giorni scorsi aveva annunciato l’inizio delle attività entro la fine del mese.

In questa prima fase delle attività, la sicurezza sarà garantita dall’applicazione delle misure già previste dal Documento di protezione civile e dal Piano di emergenza diga: sarà vietato entrare all’interno dell’area interessata dall’invaso e il transito sulle strutture della cassa potrà essere soggetto a limitazioni; in particolare, nelle ore notturne resterà chiuso il transito ciclopedonale sopra il manufatto principale.

“Il collaudo funzionale è un traguardo fondamentale, particolarmente atteso”, ha concluso l’assessora Priolo: “Porterà a compimento un percorso avviato nel 2013 con l’installazione delle paratoie nel manufatto principale, fondamentali per riempire la cassa ai fini del collaudo e garantirne la gestione flessibile. Tutto si svolgerà nella massima trasparenza e, grazie alla collaborazione degli enti locali e della popolazione, permetterà di condurre le operazioni secondo le procedure previste”.



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