La Guardia di finanza di Modena, su delega della procura emiliana, ha arrestato un noto imprenditore di Mirandola, operante nel settore della somministrazione di manodopera. L’ipotesi di reato è quella di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di indebite compensazioni di crediti inesistenti, riciclaggio, autoriciclaggio, falso in bilancio e abusivismo finanziario.
Il provvedimento è scattato al termine di una complessa indagine inserita nell’ambito di un procedimento penale che vede indagate complessivamente 32 persone e coinvolte 18 società: queste, secondo l’accusa, generavano crediti di imposta inesistenti da cedere poi a terzi, un meccanismo che sorreggeva una maxi-frode finanziaria che avrebbe sfruttato – come è parso emergere dagli approfondimenti investigativi – anche gli eventi alluvionali del 2023 in Emilia-Romagna.
Secondo le accuse, il principale indagato continuava a portare avanti le attività illecite pur trovandosi già agli arresti domiciliari per un altro procedimento. Le Fiamme gialle hanno anche eseguito un sequestro di beni fino alla concorrenza di circa 2,6 milioni di euro nei confronti di quattro società e di sei delle persone indagate.






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