Voto il 25 settembre, Mattarella: inevitabile sciogliere le Camere

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E’ stata una scelta “inevitabile”, il voto del Senato e, soprattutto, le modalità di quel voto hanno reso chiaro che non c’era spazio per altre maggioranze. Sergio Mattarella accompagna – visibilmente contrariato – Mario Draghi nel laborioso processo di dimissioni e scioglie le Camere sancendo la fine anticipata della legislatura. Questo in sintesi il pensiero del capo dello Stato.

Si voterà domenica 25 settembre, di fatto l’unico giorno possibile in base alle regole che concedono un massimo di 70 giorni dal giorno dello scioglimento ma anche un minimo di 60 per permettere le complesse operazioni di presentazione delle liste e una giusta campagna elettorale.

Nel pomeriggio di giovedì 21 luglio, dopo aver preso atto delle dimissioni del presidente del consiglio Mario Draghi, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto di scioglimento della Camera e del Senato, ai sensi dell’articolo 88 della Costituzione, aprendo dunque la strada all’indizione di nuove elezioni, che dovranno essere fissate entro il termine di settanta giorni.

“Lo scioglimento anticipato del Parlamento è sempre l’ultima scelta da compiere, particolarmente se, come in questo periodo, davanti alle Camere vi sono molti importanti adempimenti da portare a compimento nell’interesse del nostro Paese”, ha detto poi Mattarella in un breve discorso al Quirinale: “Ma la situazione politica che si è determinata ha condotto a questa decisione. La discussione, il voto e le modalità con cui questo voto è stato espresso ieri al Senato hanno reso evidente il venir meno del sostegno parlamentare al governo e l’assenza di prospettive per dare vita a una nuova maggioranza. Questa condizione ha reso inevitabile lo scioglimento anticipato delle Camere”.

“Il governo ha presentato le dimissioni. Nel prenderne atto – ha spiegato il capo dello Stato – ho ringraziato il presidente del consiglio Mario Draghi e i ministri per l’impegno profuso in questi diciotto mesi. È noto che il governo, con lo scioglimento delle Camere e la convocazione di nuove elezioni, incontra limitazioni nella sua attività. Dispone comunque di strumenti per intervenire sulle esigenze presenti e su quelle che si presenteranno nei mesi che intercorrono tra la decisione di oggi e l’insediamento del nuovo governo che sarà determinato dal voto degli elettori”.

“Ho il dovere di sottolineare che il periodo che attraversiamo non consente pause negli interventi indispensabili per contrastare gli effetti della crisi economica e sociale e, in particolare, dell’aumento dell’inflazione che, causata soprattutto dal costo dell’energia e dei prodotti alimentari, comporta pesanti conseguenze per le famiglie e per le imprese. Interventi indispensabili, dunque, per fare fronte alle difficoltà economiche e alle loro ricadute sociali, soprattutto per quanto riguarda i nostri concittadini in condizioni più deboli. Indispensabili per contenere gli effetti della guerra della Russia contro l’Ucraina sul piano della sicurezza dell’Europa e del nostro Paese. Indispensabili per la sempre più necessaria collaborazione a livello europeo e internazionale”.

A queste esigenze, ha aggiunto il presidente della Repubblica, “si affianca, con importanza decisiva, quella dell’attuazione nei tempi concordati del Piano nazionale di ripresa e resilienza, cui sono condizionati i necessari e consistenti fondi europei di sostegno. Né può essere ignorato il dovere di proseguire nell’azione di contrasto alla pandemia, che si manifesta tuttora pericolosamente diffusa. Per queste ragioni mi auguro che, pur nell’intensa – e a volte acuta – dialettica della campagna elettorale, vi sia da parte di tutti un contributo costruttivo riguardo agli aspetti che ho indicato, nell’interesse superiore dell’Italia”.



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