Mappa Ecdc dei contagi Covid, dopo tre mesi in Italia rispunta una regione non rossa

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Arrivati alla decima settimana dell’anno, nella cartina elaborata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e relativa al tasso di incidenza dei contagi da virus Sars-CoV-2 in Europa continuano a emergere alcuni segnali di miglioramento della situazione: nei confini degli stati monitorati, che fino a due settimane fa erano totalmente caratterizzati dal rosso scuro, il colore che indica i territori in cui l’incidenza è particolarmente elevata, iniziano infatti a farsi notare anche aree di diverso colore.

Osservando nel suo complesso la mappa, aggiornata alla data del 17 marzo, è tuttavia ancora visibile uno scenario pandemico europeo che nella maggior parte dei casi non lascia del tutto tranquilli, soprattutto alla luce della recente risalita dei casi di positività riscontrata in diversi paesi, dovuta probabilmente agli effetti della sottovariante BA.2 della variante omicron (più contagiosa dell’originale) e di un generale allentamento delle restrizioni e delle precauzioni.

Al momento sono Malta e Ungheria gli unici paesi interamente contraddistinti dal rosso standard (non scuro), ma anche la Romania è ormai quasi uniformemente dello stesso colore, ad eccezione dell’area della capitale Bucarest, che è ancora in zona rosso scuro. Situazione in miglioramento anche in Polonia (l’unico stato – oltre all’Italia – con anche una regione in zona arancione, colore che indica una situazione in cui la circolazione del virus è moderata), in Bulgaria, in Croazia, in Belgio e in Spagna, dove ormai metà o più del territorio nazionale è di colore rosso standard.

Per quanto riguarda l’Italia, secondo i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie tutte le regioni e le province autonome sono ancora classificate in zona rosso scuro, con una sola eccezione: la Valle d’Aosta, che proprio questa settimana è “scesa” in zona arancione. Il sistema di monitoraggio dell’Ecdc, basato sui dati trasmessi dagli Stati membri dell’Unione europea al sistema Tessy (The European Surveillance System), è comunque del tutto indipendente rispetto al sistema dei colori previsto dalla legislazione italiana, che prende in considerazione altri parametri (in particolare la pressione sulle strutture ospedaliere) e che vede ad esempio da qualche giorno l’Emilia-Romagna in zona bianca.



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