Le segreterie nazionali delle principali organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici del comparto di igiene ambientale hanno proclamato uno sciopero generale del settore per l’intera giornata di lunedì 8 novembre. La protesta, che riguarda tutte le imprese pubbliche e private del settore, è relativa in particolare alla richiesta di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl).
Per questo motivo, ha spiegato la multiutility Iren, in Emilia i servizi legati alla raccolta dei rifiuti e ai centri di raccolta potrebbero subire sospensioni o riduzioni. Durante le ore di sciopero saranno comunque garantiti i servizi essenziali e saranno assicurate le prestazioni indispensabili a tutela della sicurezza, nel rispetto degli accordi applicativi della legge 146/90 (così come modificata dalla legge n. 83/2000 e successive deliberazioni della Commissione di garanzia che regolamentano l’esercizio del diritto di sciopero).
Le attività, ha reso noto Iren, riprenderanno regolarmente al termine della giornata di sciopero “con l’adozione di tutte le misure organizzative necessarie a ripristinare la regolarità dei servizi”.
A Reggio, in particolare, le organizzazioni sindacali firmatarie del Ccnl (Utilitalia e Fise, Fp-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti-Uil) saranno in presidio in piazza Prampolini dalle 10 a mezzogiorno.
Le ragioni dello sciopero, hanno spiegato Carolina Cagossi di Fp-Cgil, Gaetano Capozza di Fit-Cisl e Giulia Pasquali di Uiltrasporti, “sono da ricercare nella profonda insoddisfazione per l’andamento del negoziato, sia nel merito che per i tempi: oramai siamo arrivati a 27 mesi di mancato rinnovo. I lavoratori dell’igiene ambientale, al pari degli altri impiegati nei servizi pubblici essenziali, nel corso di questi anni di pandemia non hanno mai mancato di garantire il loro operato anche a scapito della loro salute. Per tutta risposta le aziende hanno risposto con proposte di riduzione del costo del lavoro, flessibilità estrema sugli orari di lavoro e aumento della precarizzazione, problematiche che come sindacati abbiamo avuto modo di spiegare agli amministratori delle città di Reggio, Parma e Piacenza nel corso dell’incontro del 29 ottobre scorso”.






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