L’assessore all’agricoltura della Regione Emilia-Romagna Alessio Mammi ha commentato positivamente la ferma presa di posizione del governo italiano contro la pretesa della Slovenia di legittimare un “aceto balsamico sloveno”.
Il sottosegretario al Ministero delle politiche agricole Gian Marco Centinaio, parlando in commissione agricoltura alla Camera, ha spiegato infatti che il governo è intenzionato a fare tutto il possibile per difendere il condimento emiliano contro qualsiasi indebito attacco che possa in qualche modo danneggiarlo, ipotizzando – se necessario – anche un ricorso diretto alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
“L’aceto balsamico di Modena è una specialità che tutto il mondo ci invidia e la cui identità va difesa a ogni costo contro qualsiasi tentativo di imitazione e/o usurpazione del suo buon nome”, ha spiegato l’assessore Mammi, che ha ricordato come non più tardi di una decina di giorni fa l’Emilia-Romagna abbia presentato alla Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni un ordine del giorno – poi approvato dagli altri colleghi assessori – contro il tentativo della Slovenia di far passare come “balsamico” qualsiasi tipo di aceto miscelato con mosto concentrato.
“Il contenuto del nostro ordine del giorno è diventato azione del governo, e questa è un’ottima notizia”, ha aggiunto Mammi: “La nostra posizione è chiara: non permetteremo che si compia questo scippo ai danni di uno dei prodotti simbolo della nostra terra. In gioco ci sono gli interessi di migliaia di produttori e, più in generale, la difesa dell’identità del nostro patrimonio agroalimentare. Siamo soddisfatti che anche il governo italiano la pensi come noi, e siamo pronti ad affiancarlo in qualsiasi iniziativa che vada in questa direzione”.
L’aceto balsamico di Modena è prodotto mediamente nella quantità di oltre 10 milioni di litri all’anno, per un valore alla produzione di circa mezzo miliardo di euro, che al consumo arriva a superare la cifra di un miliardo e cento milioni di euro. Altissima la quota di export, il 92%, di cui la metà circa all’interno dell’Unione europea: numeri che ne fanno il prodotto in percentuale più venduto all’estero tra le specialità “made in Emilia-Romagna” e tra i primi per valore economico, nella scia di altre eccellenze locali come Parmigiano-Reggiano, Grana Padano e prosciutto di Parma.
All’aceto balsamico Igp, per completare la radiografia del comparto sotto attacco, vanno poi aggiunti gli altri due aceti Dop, il Tradizionale di Modena e il Tradizionale di Reggio Emilia: due specialità di nicchia che, pur avendo numeri di gran lunga inferiori, godono comunque di un’immagine e di un prestigio rilevanti, anche superiori allo stesso aceto Igp.







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