Il gruppo “Scuola Libertà e Costituzione”, composto da lavoratori del settore scolastico – insegnanti, educatori, personale Ata – di tutta la provincia reggiana, ha organizzato per la mattinata di lunedì 13 settembre un presidio in piazza Martiri del 7 luglio a Reggio (in concomitanza con lo sciopero indetto da Anief e altri sindacati) per protestare contro l’obbligo di green pass per la scuola.
“Siamo lavoratori del mondo della scuola che credono che la scuola sia uno spazio di inclusione, di dialogo e rispetto reciproco, dove le diversità diventano fonte di ricchezza e apprendimento. Per questo siamo contro il green pass: perché lo riteniamo uno strumento che non tutela nessuno dal punto di vista sanitario (anche chi è vaccinato può contagiarsi e contagiare), ma crea invece cittadini di serie A e cittadini di serie B, mettendo vincoli e paletti per accedere ai diritti più fondamentali, tra cui quello al lavoro, su cui si basa la nostra Repubblica”.
“Lo riteniamo – prosegue la nota del gruppo – uno strumento che vìola i diritti fondamentali della Costituzione, oltre ad andare esplicitamente in contrasto con quanto dichiarato nelle indicazioni di non discriminazione dell’Oms, del Consiglio d’Europa, del Parlamento Europeo. Crediamo che la soluzione non siano i lasciapassare e i controlli all’ingresso, ma più strutture, più classi, un diverso rapporto numerico tra bambini/ragazzi e insegnanti, e non solo per una questione sanitaria, ma perché le classi pollaio sono le classi dell’esclusione, quelle che lasciano indietro, mentre noi vogliamo e costruiamo ogni giorno una scuola inclusiva”.
“Riteniamo che il vaccino non sia l’unica soluzione, e che uno Stato che ha a cuore la salute pubblica dovrebbe investire in medicina territoriale, nelle cure (domiciliari e non) che ci sono ma vengono ignorate, invece che chiudere gli ospedali e svendere la sanità pubblica in favore di quella privata come si sta facendo da 30 anni a questa parte. Il nostro ruolo educativo ci impone di promuovere pensiero critico, la capacità di informarsi, di ascoltare e rispettare il pensiero dell’altro, e questo mandato mal si sposa con il clima da caccia alle streghe e con le liste di proscrizione che media e governo stanno promuovendo”.
“Proprio per questo saremo in piazza e lo saremo ancora nelle prossime settimane: per rivendicare il diritto di tutte e tutti alla salute, all’istruzione, alla socialità ma anche alla libertà di scelta e di autodeterminazione sul proprio corpo, come previsto dai princìpi e valori fondanti della Costituzione che, a scuola, insegniamo ogni giorno”.






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