È il reggiano Lorenzo Catellani il nuovo presidente di Cia Emilia-Romagna

Lorenzo Catellani Cia Emilia-Romagna – CIA

Il reggiano Lorenzo Catellani è il nuovo presidente della Confederazione italiana agricoltori dell’Emilia-Romagna. L’elezione è avvenuta lunedì 23 marzo a Bologna nel corso dell’assemblea elettiva regionale – intitolata “Dalle radici, il nostro futuro” – che ha riunito delegati e rappresentanti del mondo agricolo provenienti da tutto il territorio emiliano-romagnolo.

“Ricevere questo incarico è per me motivo di profonda emozione e grande orgoglio”, ha detto Catellani, che ha poi ringraziato il presidente uscente Stefano Francia “per il grande lavoro svolto con competenza, professionalità e impegno”.

“È un onore per me rappresentare gli agricoltori dell’Emilia-Romagna, donne e uomini che ogni giorno, con fatica, competenza e passione, tengono vivo il nostro territorio e ne custodiscono l’identità. A loro va il mio primo pensiero e il mio impegno: non lasceremo indietro nessuno e lavoreremo insieme per dare forza, dignità e prospettiva al nostro lavoro. Sappiamo che le sfide sono complesse, ma sappiamo anche che questo settore ha dentro di sé le energie, le capacità e la determinazione per affrontarle. Il mio obiettivo è rafforzare una rappresentanza vicina alle imprese, capace di ascoltare, di accompagnare e di trasformare le difficoltà in opportunità concrete per tutto il mondo agricolo”.

Nel suo intervento, Catellani ha richiamato il valore della storia e dell’identità agricola come punto di partenza per costruire il futuro: “Le nostre radici sono la terra, la storia e il lavoro di generazioni. È da qui che dobbiamo partire per costruire un futuro fatto di responsabilità, innovazione e scelte coraggiose”.

Il neo-presidente ha delineato una visione chiara per l’agricoltura emiliano-romagnola, ribadendo il ruolo centrale come pilastro economico, sociale e identitario di uno dei sistemi agroalimentari più rilevanti a livello europeo.

Catellani ha evidenziato la forza della Food Valley regionale, ma senza nascondere le criticità: dall’aumento dei costi di produzione, aggravato dai conflitti internazionali, all’instabilità dei mercati, fino agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici. Forte anche il richiamo alla necessità di una gestione equilibrata del territorio e delle politiche energetiche. In particolare, Catellani ha sottolineato l’urgenza di governare la transizione energetica, evitando lo sviluppo indiscriminato di impianti agrivoltaici su suoli agricoli produttivi e puntando invece su regole chiare e una pianificazione condivisa.

Ampio spazio è stato dedicato al tema dell’innovazione, con un’attenzione particolare alle opportunità offerte dal digitale e dall’intelligenza artificiale, strumenti sempre più decisivi anche in questo campo per migliorare l’efficienza e la sostenibilità delle imprese agricole.

Non sono mancati i riferimenti alle aree più fragili del territorio, come l’Appennino, dove l’agricoltura “rappresenta un presidio fondamentale”, e alla necessità di rafforzare le politiche di sviluppo territoriale, il sostegno alle imprese e gli strumenti per garantire continuità produttiva e presidio delle comunità locali.

Guardando infine al contesto europeo e internazionale, Catellani ha evidenziato la necessità di una Politica agricola comune (Pac) “più semplice, equa e realmente orientata al sostegno del reddito degli agricoltori”, oltre alla difesa del principio di reciprocità negli scambi commerciali.

“Il nostro compito è trasformare le difficoltà in opportunità, dando voce agli agricoltori e costruendo risposte concrete. Il futuro dell’agricoltura emiliano-romagnola richiede responsabilità, visione e velocità di azione: è una sfida che si costruisce ogni giorno, insieme”.



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu