Lorenzin, la lunga marcia da Berlusconi al Pd

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È encomiabile che il circolo Pd di Scandiano organizzi per il weekend una festa dell’Unità secondo la consolidata formula tortellata e dibattito, più o meno a seguire. Non sarebbe una notizia qualora l’ospite d’onore dell’iniziativa non fosse Beatrice Lorenzin, saltatrice di fossati-partiti tra le più ardite nella Terza Repubblica italiana, una giovane signora incamminatasi su simpatie di destra per poi confluire in quota Forza Italia e conquistare (per il momento) la tessera firmata da Nicola Zingaretti, alla faccia della coerenza.

In sintesi ecco le tappe, anzi le maglie, della sua carriera:

1996 – Forza Italia, Movimento Giovani Lazio
1997 – consigliera comunale Roma, XIII municipio, Forza Italia
2008 – Popolo della Libertà – eletta parlamentare
2013 – Nuovo Centrodestra, con Alfano
2014 – candidata Europee Nuovo Centrodestra – Unione di Centro
2017 – Alternativa Popolare
2017 – Civica Popolare, in appoggio al Pd Renzi
2019 – Partito Democratico

Ora, Lorenzin – ministro nei governi Letta, Renzi, Gentiloni – non ancora cinquantenne, è riuscita a balzare in otto partiti diversi, cominciando dal Caimano per arrivare ai tortelli scandianesi della terra di Romano Prodi, con quale faccia potrà recitare l’ennesima versione del sempiterno trasformismo italico senza che il mitico volontario della cucina, a sua volta, possa non provare complice imbarazzo nella propria coscienza fingendo che esistano ancora – le idee politiche, le visioni del mondo, l’impegno sincero, la militanza – quando egli stesso, last but not least, è consapevole del ruolo simmetrico esercitato in quel momento da entrambi, maschere più o meno rilevanti di questo teatrino davvero modesto della politica?

Ma soprattutto: esiste essere umano disinteressatamente quanto sinceramente interessato anzitutto alla credibilità del pensiero politico della signora Lorenzin, qualora tale possa definirsi? I migliori auguri.




Ci sono 3 commenti

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  1. Marco

    Avessero un po’ di dignità e schiena dritta , i volontari della festa , eredi di Berlinguer, le offrirebbero un piatto di tortelli ( siamo pur sempre emiliani) e l accompagnerebbero alla porta . Ma ahimè non succederà e ingoieranno pure questa

  2. Gonzaga

    Lei è una furbastra……non c’è dubbio……gli allocchi sono quelli che la votano………. ma Casini (nomen omen) è un maestro ……e lo hanno votato pure i Piddini di Bologna……. Lui Forlaniano (DC di CDX) della prima ora. Allocchi che mandano giù qualsiasi cosa ……… un volta a Reggio si diceva….” se ti dicono di andare nel fosso ci vai? ” …….i Piddini sicuramente risponderebbero di si.


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