Smog, tornano le misure in Emilia

European air quality Copernicus Pm10

In Emilia-Romagna è durata solo pochi giorni la tregua sul fronte dell’inquinamento atmosferico, che nelle ultime settimane sta attanagliando il territorio della Pianura Padana: il bollettino “Liberiamo l’aria” dell’Arpae di mercoledì 9 febbraio, infatti, ha certificato il ritorno dell’allerta smog in gran parte della regione.

Il monitoraggio di metà settimana ha evidenziato una situazione da “bollino rosso” nelle province di Piacenza, Parma, Reggio, Modena, Bologna e Ferrara: secondo il modello previsionale, che applica una modalità “predittiva” basata su un sistema integrato di modellistica meteorologica e di qualità dell’aria, e che punta a ridurre gli accumuli di Pm10 intervenendo in anticipo, nei prossimi giorni sono attesi nuovi superamenti del valore limite giornaliero delle polveri sottili nelle stazioni di rilevamento dell’inquinamento atmosferico di tutte le province emiliane e del territorio della città metropolitana di Bologna. “Bollino verde”, invece, per le province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini.

Per questo motivo in tutte le province interessate (Piacenza, Parma, Reggio, Modena, Ferrara e città metropolitana di Bologna) rientreranno in vigore per almeno due giorni – giovedì 10 e venerdì 11 febbraio – le misure emergenziali previste dal Pair 2020 (Piano aria integrato regionale per il contenimento degli inquinanti e la salvaguardia della qualità dell’aria), la manovra antinquinamento per il periodo autunnale e invernale messa a punto dalla Regione in collaborazione con i Comuni capoluogo.

Le regole a Reggio Emilia | Le regole a Modena | Le regole a Bologna e nei Comuni dell’agglomerato urbano

Nei comuni Pair delle province interessate (tutti quelli con oltre 30.000 abitanti, più i tre che hanno aderito volontariamente all’accordo: Fiorano Modenese e Maranello, in provincia di Modena, e Rubiera, in provincia di Reggio) a tutte le limitazioni strutturali già previste dal piano regionale standard – valide fino al 30 aprile 2022 – si aggiungono anche le seguenti disposizioni: lo stop alla circolazione di tutti i veicoli diesel euro 4 dalle 8.30 alle 18.30 nei centri abitati; l’abbassamento delle temperature medie nelle abitazioni fino a 19° C e negli spazi commerciali e ricreativi fino a 17° C; il divieto di combustione all’aperto di sterpaglie, residui di potatura e scarti di vegetali di origine agricola; il divieto di barbecue e di scoppio di fuochi d’artificio; il divieto di uso di biomasse (legna, pellet, cippato o altro) per il riscaldamento domestico (in presenza di impianto alternativo) con classe di prestazione energetica ed emissiva inferiore a 4 stelle; il divieto di sosta con motore acceso per tutti i veicoli; il potenziamento dei controlli su circolazione dei veicoli, combustioni all’aperto, spandimento liquami e impianti a biomassa domestici.


Nei comuni di pianura, invece, sono in vigore l’abbassamento delle temperature medie nelle abitazioni fino a 19° C e negli spazi commerciali e ricreativi fino a 17° C, il divieto di uso di biomasse per il riscaldamento domestico (in presenza di impianto alternativo) con classe di prestazione energetica ed emissiva inferiore a 4 stelle e il divieto di spandimento di liquami zootecnici senza tecniche ecosostenibili.

Le misure emergenziali rimarranno in vigore nelle province indicate almeno fino a venerdì 11 febbraio (compreso), giorno in cui sarà disponibile il nuovo bollettino dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale: l’aggiornamento sullo stato dell’inquinamento atmosferico in regione determinerà l’eventuale proroga della validità delle misure o, al contrario, la fine del regime emergenziale nelle province i cui parametri dovessero a quel punto essere rientrati al di sotto delle soglie critiche.