Morto La Forgia, ex presidente della Regione

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Nel primo pomeriggio di venerdì 10 giugno, intorno alle 15, un medico ha certificato il decesso di Antonio La Forgia, 78 anni, ex deputato ed ex presidente della Regione Emilia-Romagna, che da un anno e mezzo stava combattendo contro un tumore e che nella notte tra il 6 e il 7 giugno scorsi aveva cominciato un percorso di sedazione palliativa profonda, con somministrazione di morfina ogni quattro ore.

Qualche giorno fa, subito dopo l’inizio della procedura, la moglie Mariachiara Risoldi aveva spiegato su Facebook che La Forgia “ha iniziato un viaggio di sola andata, con serenità, con la sua grande famiglia allargata attorno. Per la legge il suo corpo è costretto a essere ancora qui, mentre la sua mente è già arrivata in un luogo leggero. Siamo un paese veramente ipocrita”.

Il cordoglio di Stefano Bonaccini. “Se ne va per sempre un uomo di grande cultura, mai sopra le righe, forte della sua forza di pensiero. Un politico in grado di intravvedere prima il futuro e tracciare la strada di un riformismo che guardasse in primo luogo al rinnovamento delle istituzioni e del Paese. Senza dubbio uno dei protagonisti della costruzione di un’Emilia-Romagna regione dalle solide fondamenta sociali e capace di guardare avanti, alla pari delle aree più all’avanguardia in Europa e nel mondo”.  “Un pensatore coraggioso, ma anche un amministratore capace e lungimirante. Lo ricordo- prosegue Bonaccini- per l’eleganza, la schiettezza e l’intelligenza con cui affermava le proprie idee, anche quando le sue parole e le sue posizioni erano dense di contenuto e di sfida politica. Nelle sue lucide analisi, le argomentazioni non lasciavano spazio a reticenze. La sua capacità di critica e di interpretare una sinistra e una politica riformiste, sempre attente a nuove soluzioni e mai propense a guardare al passato, lo rendono uno dei maggiori esponenti del campo progressista e del centrosinistra, in Emilia-Romagna e nel Paese”. “Alla moglie, ai figli e a tutti i suoi cari- conclude Bonaccini- esprimo profonda vicinanza e le più sentite condoglianze a nome mio personale, della Giunta regionale, della Regione tutta e dell’intera comunità emiliano-romagnola, che ha avuto modo di apprezzarlo e stimarlo in ogni ruolo ricoperto, al servizio delle persone e delle istituzioni”.

L’assemblea legislativa. La presidente Emma Petitti, a nome di tutta l’Assemblea legislativa, esprime ai familiari il cordoglio per la scomparsa di Antonio La Forgia, già presidente della Giunta regionale e dell’Assemblea legislativa oltre che parlamentare, e ne traccia un breve ricordo.

“Antonio La Forgia è stato in primo luogo un galantuomo, un signore della politica che ha messo la sua mente, brillante e incisiva, al servizio dei partiti e delle istituzioni, ovvero della democrazia. Con una certa dose di preveggenza, capì per tempo che la crisi che attraversava l’Italia negli anni ’90 non era la crisi di questo o di quell’altro partito. Era una crisi strutturale di una Nazione che, uscita dalla lunga ibernazione della guerra fredda, doveva fare i conti con se stessa e riformarsi a partire dall’assetto di Stato e dal rapporto tra il governo centrale e i territori. Senza peli sulla lingua lo disse chiaramente nei suoi discorsi di insediamento sia come presidente della Giunta (1996), sia come presidente dell’Assemblea legislativa. Parole toccanti in cui, con filo conduttore la figura di Carlo Azeglio Ciampi, per rispondere a tentazioni secessioniste di moda nel crepuscolo del XX secolo, Antonio La Forgia sfidò partiti e istituzioni a governare il cambiamento, a dare più forza ai territori per dare più forza alla Repubblica italiana. Furono gli anni dell’attuazione del Titolo V della Costituzione, di un rinnovato più forte ruolo delle Regioni: una sfida che La Forgia affrontò di petto e alla cui realizzazione diede il contributo generoso e pregnante della sua brillante intelligenza”.



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