Lettere di Cavour, Tommaseo e Casati salvate dall’alluvione e portate a Vignola

fondo1

Una piccola vicenda a lieto fine nell’ambito dell’immane disastro che è piombato sulle terre dell’Emilia-Romagna. La mattina di sabato 27 maggio – grazie alla collaborazione tra le Amministrazioni di Roncofreddo e di Vignola e tra le Polizie locali dell’Unione Rubicone e mare, di Modena e dell’Unione Terre di Castelli – sono stati trasportati a Vignola i preziosi documenti del Fondo Francesco Selmi che ancora si trovavano presso la casa di Giovanni Bartoli, l’ultimo erede del grande chimico e patriota italiano, ora dichiarata inagibile perché posizionata proprio sull’orlo della grande frana che ha sconvolto Sorrivoli, la frazione di Roncofreddo, in provincia di Forlì-Cesena.

Il romagnolo Giovanni Bartoli, cittadino onorario di Vignola, negli anni aveva già donato alla Biblioteca di Vignola, una parte dei documenti e della vetreria di proprietà del suo illustre trisavolo. Il vignolese Francesco Selmi, a cui è intitolata la Biblioteca di Vignola e un Istituto superiore di Modena, è stato uno dei grandi scienziati e patrioti italiani del XIX secolo. E’ considerato il padre della Chimica colloidale e con la scoperta delle ptomaine, sostanze chimiche che si formano nei processi di putrefazione, rivoluzionò la Chimica Tossicologica. Sostenitore dell’annessione delle province estensi al Regno di Sardegna, fu costretto ad abbandonare Modena per rifugiarsi a Torino, dove Cavour gli conferì incarichi scientifici e politici. Una parte del Fondo Selmi, però, in particolare le lettere autografe di Cavour e i passaporti originali che Selmi utilizzava per spostarsi da uno Stato all’altro di un’Italia ancora da venire, era rimasto in possesso di Giovanni Bartoli che, pure, aveva già dato disposizioni notarili affinchè in futuro tutti i documenti fossero poi donati al Comune di Vignola.

L’alluvione che ha sconvolto la Romagna ha però messo in grave pericolo i reperti storici. La casa di Bartoli a Sorrivoli rischia di essere travolta dalla frana. Lo ha confermato, nei giorni scorsi, alla sindaca di Vignola Emilia Muratori la stessa sindaca di Roncofreddo Sara Bartolini. Giovanni Bartoli, infatti, molto preoccupato aveva contattato entrambe le Amministrazioni. Grazie a una triangolazione tra il comandante della Polizia locale dell’Unione Rubicone e mare Alessandro Scarpellini, il comandante della Polizia locale dell’Unione Terre di Castelli Pierpaolo Marullo e il comandante della Polizia locale di Modena Roberto Riva Cambrino, una pattuglia di agenti di Roncofreddo ha accompagnato Giovanni Bartoli a prelevare i preziosi faldoni, una pattuglia di agenti di Modena (che si trovava a operare nella zona in soccorso alla popolazione) ha trasportato il carico fino al casello di Modena Sud dove è stato consegnato a una pattuglia di agenti di Vignola che lo ha, infine, consegnato alla Biblioteca di Vignola, dove verrà catalogato e archiviato. A ricevere il Fondo Selmi all’arrivo in Biblioteca la sindaca di Vignola Emilia Muratori che ha curato la regia dell’intera operazione. “Ringraziamo Giovanni Bartoli per la grande sensibilità culturale dimostrata – ha commentato la sindaca Emilia Muratori – pur avendo la casa inagibile la sua principale preoccupazione non era per se stesso, ma che potesse andare disperso il patrimonio che aveva in custodia. Ringrazio la sindaca Bartolini e tutti i comandi della Polizia locale che, lavorando insieme, hanno consentito di salvare queste testimonianze del nostro passato. Come ho già detto alla sindaca, come Comune di Vignola rimaniamo a disposizione per qualsiasi necessità, superata la fase della prima emergenza”.