Il gruppo Iren ha chiuso il primo semestre del 2026 con un utile netto di 182 milioni di euro, un risultato economico che per Italia Viva “dimostra l’ottimo stato di salute del gruppo”. Ma c’è un “ma”: per i renziani reggiani “a questo punto occorre una riflessione seria: a fronte dei risultati, perché i cittadini e le imprese devono subire aumenti delle tariffe gestite dalla multiutility, in particolare la tassa sui rifiuti?”.
“Non mettiamo in discussione la necessità di investire per garantire servizi sempre più efficienti e di qualità”, precisa Italia Viva Reggio Emilia: “Mettiamo in discussione, e riteniamo inaccettabili, gli aumenti delle tariffe che ricadono indistintamente su tutti senza riconoscere il grande impegno dei territori che da anni rappresentano un modello di eccellenza nella raccolta differenziata e nella gestione dei rifiuti”.
La provincia di Reggio, ricorda ancora il partito, è tra le realtà più virtuose d’Italia sotto questo punto di vista: “Molti Comuni hanno introdotto la tariffa puntuale, cittadini e imprese hanno modificato le proprie abitudini contribuendo concretamente a ridurre il rifiuto indifferenziato. Riteniamo che tutto ciò debba tradursi in un vantaggio economico reale. La transizione ecologica si costruisce con il consenso dei cittadini, non chiedendo continui sacrifici a chi da tempo dimostra responsabilità e senso civico”.
Per questo “deve essere interrotto il cortocircuito della continua richiesta di sacrifici a cittadini e imprese; e ricordiamo che, con l’introduzione del porta a porta, si era promesso ai cittadini un risparmio”.
Da qui la richiesta di Italia Viva ad Atersir (l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e i rifiuti) e ai Comuni soci di aprire un confronto “per costruire un sistema che premi davvero i territori virtuosi, perché dove c’è maggiore attenzione alla raccolta differenziata c’è anche una minore produzione di rifiuti e si raggiungono importanti obiettivi di tutela ambientale. Chiediamo un sistema tariffario equo, trasparente, che rispetti le esigenze delle famiglie e del tessuto produttivo”.






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