Insediato il consiglio di amministrazione del nuovo Consorzio Tutela Lambrusco: il presidente è Claudio Biondi

bicchiere Lambrusco colline

Martedì 26 gennaio è stato nominato il primo consiglio di amministrazione del Consorzio Tutela Lambrusco, la nuova realtà sovraprovinciale nata a inizio 2021 dalla fusione per incorporazione dei tre precedenti enti di tutela di Reggio, Modena e del Reno e alla quale fa riferimento una produzione superiore ai 42 milioni di bottiglie.

Ne fanno parte, insieme al vicepresidente Davide Frascari (già presidente del consorzio di tutela reggiano), altri sei esponenti di cantine reggiane (Roberto Baccarani, Mauro Menozzi, Giorgio Medici, Franco Oleari, Ennio Prandi e Gisberto Reggiani); le cantine modenesi, invece, esprimono il presidente Claudio Biondi (già presidente del consorzio di tutela modenese) e i consiglieri Fabio Altariva, Claudio Biondi, Sandro Cavicchioli, Anselmo Chiarli, Dante Chiletti, Lauro Coronati, Silvia Luppi, Carlo Piccinini, Luca Ragazzoni, Daniela Vaschieri e Marco Veroni; l’area del Reno, infine, è rappresentata da Ivan Bortot.

Nel corso della prima seduta del consiglio è stata presentata anche la nuova identità grafica del Consorzio: il logo mette al centro la lettera “L” maiuscola, in una sorta di goccia dal colore rosso e dalla forma che richiama il movimento delle bollicine caratteristiche di questo vino emiliano.

“È un giorno importante per il nostro Consorzio”, ha commentato Biondi: “Quello che ha portato all’unificazione del variegato mondo del lambrusco è stato un percorso lungo: ora la sfida sarà definire le strategie di comunicazione e i progetti di promozione più efficaci, sia a livello nazionale che internazionale, continuando ad apportare un contributo in un settore che, come tutti, ha subito i contraccolpi della recente pandemia”.

“Siamo di fronte a un risultato storico, a una svolta fondamentale per la tutela e la valorizzazione di un prodotto che rappresenta una delle grandi eccellenze del nostro territorio ed è fonte di reddito per migliaia di produttori e di lavoratori impegnati tanto in campagna quanto nelle strutture di trasformazione”, ha aggiunto il responsabile del settore agricolo e agroalimentare di Confcooperative Reggio Alberto Lasagni.

“Insieme alle nostre cantine sociali – ha osservato Lasagni – abbiamo intensamente lavorato in questi anni per giungere alla costituzione di una realtà che andasse a rafforzare il “sistema Lambrusco”, i suoi primati e le sue possibili ulteriori affermazioni; con la nomina del consiglio di amministrazione, il nuovo consorzio è pienamente operativo e può ora lavorare a beneficio di ben otto denominazioni, due delle quali (Reggiano doc e Colli di Scandiano e Canossa doc) fanno riferimento alla nostra provincia, dove sono insediate 26 cantine e poco meno di 7.000 viticoltori che avranno a riferimento la nuova realtà consortile”.

Altre quattro denominazioni, invece, fanno riferimento alla provincia di Modena: Grasparossa di Castelvetro doc, Sorbara doc, Salamino di Santa Croce doc e Modena doc.

Il via libera alla nascita del Consorzio Tutela Lambrusco era giunto lo scorso 28 settembre dalle assemblee dei soci del Consorzio tutela del Lambrusco di Modena, del Consorzio per la tutela e la promozione dei vini Dop Reggiano e Colli di Scandiano e Canossa e del Consorzio di tutela vini del Reno Doc, con un pronunciamento che era stato unanime; da lì è partito il percorso che ha portato ora all’insediamento del primo consiglio di amministrazione.

La nascita e l’avvio delle attività del nuovo consorzio interprovinciale, secondo il vicepresidente del Consorzio Tutela Lambrusco Frascari, “è un evento di straordinaria importanza, perché sancisce non solo il superamento definitivo di campanilismi che si erano comunque stemperati nel tempo, ma apre prospettive di lavoro inedite e importantissime in materia di tutela e promozione, unendo energie e risorse a favore di strategie comuni sia sul mercato interno che su quelli internazionali. Il procedere su linee comuni sulle denominazioni rappresentate consentirà anche alle 60 cantine aderenti di affinare al meglio le proprie specifiche strategie commerciali e di marketing, inserendole in un contesto di azioni certamente più efficaci in termini di promozione delle nostre doc”.



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