L’Inps ha pubblicato l’Osservatorio sulle ore autorizzate di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga) nel terzo trimestre del 2025: nei primi nove mesi dell’anno in Emilia-Romagna sono state autorizzate complessivamente 45 milioni di ore di cassa integrazione guadagni (Cigo, Cigs e Cigd), un dato in crescita dell’11,4% rispetto allo stesso periodo del 2024 e di ben il 71,2% rispetto al 2023.
Estremamente preoccupante, in particolare, è l’aumento della cassa integrazione straordinaria, che ha fatto registrare un balzo in avanti del 37,6% rispetto al 2024 e addirittura del 142,6% rispetto al 2023.
Nel dettaglio, nel periodo gennaio-settembre 2025 in Emilia-Romagna sono state autorizzate 28.482.918 ore di Cigo (cassa integrazione ordinaria), in leggero aumento rispetto alle 28.385.030 ore del 2024 (+0,3%), e 16.484.324 ore di Cigs (cassa integrazione straordinaria), in fortissimo aumento rispetto alle 11.976.522 ore del 2024 (+37,6%).
Per quanto riguarda la suddivisione territoriale per province, nel periodo gennaio-settembre 2025 la situazione è la seguente (dati comprensivi di tutte le forme di cassa integrazione):
Bologna: 10.267.057 ore, rispetto alle 8.550.272 ore del 2024 (+20,1%)
Ferrara: 3.530.252 ore, rispetto alle 3.123.304 ore del 2024 (+13%)
Forlì-Cesena: 2.891.698 ore, rispetto alle 2.499.220 ore del 2024 (+15,7%)
Modena: 10.586.084 ore, rispetto alle 8.903.374 ore del 2024 (+18,9%)
Parma: 1.435.400 ore, rispetto alle 1.302.555 ore del 2024 (+10,2%)
Piacenza: 1.062.190 ore, rispetto alle 811.167 ore del 2024 (+30,9%)
Ravenna: 2.651.800 ore, rispetto alle 3.098.785 ore del 2024 (-14,4%)
Reggio Emilia: 8.733.968 ore, rispetto alle 6.921.665 ore del 2024 (+26,2%)
Rimini: 3.808.794 ore, rispetto alle 5.151.279 ore del 2024 (-26,1%)
Per quanto riguarda la suddivisione per settore, invece (dati comprensivi di tutte le forme di cassa integrazione):
pelli, cuoio e calzature: 1.376.582 ore, +7,9% rispetto al 2024 e +336,7% rispetto al 2023
attività meccaniche: 29.733.670 ore, +18,8% rispetto al 2024 e +155,2% rispetto al 2023
lavorazione minerali non metalliferi: 3.992.020 ore, +16,1% rispetto al 2024, -13,3% rispetto al 2023
legno: 1.199.500 ore, +64,4% rispetto al 2024 e +26,8% rispetto al 2023
industrie alimentari: 1.164.780 ore, +6,9% rispetto al 2024 e +63,5% rispetto al 2023
Anche l’Emilia-Romagna, commenta Massimo Bussandri, segretario di Cgil Emilia-Romagna, “è colpita pesantemente dalla crisi in corso: soffrono in particolare filiere strategiche per l’economia regionale, a partire dalla meccanica e dall’automotive fino ad arrivare alla filiera della moda. Nella nostra regione risultano attualmente attivi circa 50 tavoli di crisi che riguardano imprese operanti in Emilia-Romagna, insediati presso i Ministeri competenti, in Regione, nelle Prefetture e presso gli enti locali. Tavoli che coinvolgono circa 10.000 lavoratrici e lavoratori. Sono coinvolte imprese operanti in tutte le province della regione e in quasi tutti i settori produttivi. In un contesto che ancora deve confrontarsi con le conseguenze delle crisi internazionali e in particolare con i dazi imposti dagli Stati Uniti, che colpiranno in maniera più decisa territori fortemente vocati alle esportazioni come il nostro”.






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