Sono 53 i luoghi dell’Emilia-Romagna che sabato 26 e domenica 27 marzo apriranno le porte in occasione della XXX edizione delle Giornate Fai di primavera, evento nazionale di partecipazione attiva e di raccolta fondi organizzato dal Fondo per l’ambiente italiano che consentirà di visitare in tutta Italia oltre 700 luoghi solitamente inaccessibili o poco conosciuti.
A Bologna, ad esempio, si apriranno le porte delle splendide sale del Palazzo Arcivescovile e di Palazzo Bonasoni, mentre chi lo vorrà sarà accompagnato in un percorso inedito attraverso il parco della Montagnola, dove presso il Salone delle feste di Palazzo Maccaferri è in programma un incontro con l’architetto Mario Cucinella.
A Ferrara, nelle sale di Palazzo Costabili, oggi sede del Museo archeologico, sarà possibile ammirare in anteprima tre opere del Garofalo facenti parte del progetto “100 opere tornano a casa”; poco distanti dalla città capoluogo, invece, ci sarà l’occasione di conoscere la storia delle “delizie” di Voghiera e Portomaggiore, strutture architettoniche legate profondamente al paesaggio della zona.
Nelle campagne vicino a Reggio, invece, si potrà visitare una tenuta agricola unica nel suo genere: “Il Cavazzone”, dove le stalle e l’acetaia convivono con uno chalet che è la copia di un padiglione dell’Esposizione universale di Parigi del 1870.
A Parma si potrà conoscere più da vicino il Parco della Musica e il progetto che ha permesso a Renzo Piano di trasformare un vecchio zuccherificio in un parco pubblico con al centro una moderna “fabbrica del suono”: l’auditorium Paganini, inaugurato nel 2001 e che da 7 anni ospita la stagione sinfonica della Filarmonica Arturo Toscanini.
In provincia di Modena il filo rosso della memoria collega le aperture dei musei storici di Fanano e Montese, la visita alle postazioni della lastra bianca a Montello e quella al campo di Fossoli (vicino a Carpi).
“Ancora una volta il viaggio proposto dal Fai alla scoperta del patrimonio culturale e paesaggistico della splendida Emilia-Romagna sarà capace di stupire tutti”, ha spiegato Carla Di Francesco, presidente regionale del Fai emiliano-romagnolo: “Dalle città ai piccoli comuni, dalla pianura all’Appennino, fino ai borghi e alle passeggiate alla scoperta delle singolarità storiche e naturalistiche, il 26 e il 27 marzo volontari e apprendisti ciceroni ci mostreranno la bellezza, la natura, la storia e l’arte che caratterizzano il territorio regionale, anche utilizzando punti di vista inediti e originali, guidando i visitatori ad amare sempre di più i luoghi per capire meglio l’eredità culturale che è patrimonio comune a tutti gli europei, in uno dei momenti più bui della storia recente”.







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