La linea da tenere sull’Ucraina, la questione dei rapporti con il M5S, il pluralismo interno al partito. Questi i 3 temi che hanno scaldato la Direzione Pd. “Nessuno vuole azzoppare la segretaria”, è la premessa di molti interventi in cui però non mancano critiche e qualche passaggio ruvido. Vedi Lorenzo Guerini che definisce “inutilmente polemica” la parte finale della relazione di Schlein, “dialettica non è lesa maestà”. E anche Gianni Cuperlo è piuttosto diretto nel richiamare la segretaria ai suoi doveri: “Il congresso è finito. Compito di chi guida è tenere unito il partito”. Pure Peppe Provenzano della sinistra dem chiede di “trovare luoghi dove maturino democraticamente le decisioni”.
Bonaccini interviene dopo la segretaria. E quello del presidente Pd è un discorso, per così dire, di critica costruttiva. “Voglio essere chiaro: nessuno pensi che indebolendo Elly il Pd diventi più forte. Vorrebbe dire tagliare il ramo su cui siamo seduti. Ma alla segretaria dico che se gestione unitaria deve essere, si discuta di più e meglio di quanto fatto fino ad ora”. E aggiunge: “Serve uno scatto e credo se lo aspettino anche i nostri territori, i nostri circoli”. Anche con una “nostra mobilitazione”. Quanto a partecipare a quelle degli altrui “non ho niente in contrario laddove -rimarca Bonaccini- vi sia una ragionevole convergenza sui contenuti, ma noi dobbiamo essere la forza trainante, mai metterci a rimorchio”.
Gianni Cuperlo: “L’altro ieri dalla piazza dei 5Stelle si sono alzate voci lontane, persino incompatibili, con la linea che abbiamo seguito sull’Ucraina. Questa è una verità. Ma non implica alcuna nostra subalternità verso quelle posizioni. La segretaria a quel corteo ha portato un saluto. Lo ha fatto sul tema della lotta alla precarietà. Ma scusate, con chi dovremmo farla quella battaglia?”.






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