Lunedì 11 maggio il consiglio di amministrazione di Iren ha approvato i risultati del primo trimestre dell’anno.
I ricavi consolidati al 31 marzo 2026 si sono attestati a 1.814,1 milioni di euro, in diminuzione del -13,3% rispetto ai 2.092,8 milioni del primo trimestre del 2025. I principali fattori di diminuzione sono riferibili alla flessione dei ricavi energetici, influenzati per oltre 50 milioni dalla diminuzione dei prezzi delle commodities e per oltre 200 milioni dai minori volumi delle forniture energetiche; in calo per circa 30 milioni anche le attività di efficienza energetica.
Il margine operativo lordo (Ebitda) è risultato di 417,8 milioni di euro, in sostanziale allineamento (-0,2%) rispetto ai 418,5 milioni del primo trimestre dello scorso anno. Lo scenario energetico è stato caratterizzato da prezzi delle commodities molto volatili, con andamento divergente nei singoli mesi, ma complessivamente con effetti positivi sui margini di produzione. L’andamento dei prezzi ha comportato effetti positivi per circa 10 milioni; si è registrato però un peggioramento del risultato per effetto delle minori quantità prodotte, in particolare per quanto riguarda la produzione idroelettrica (-36,3%), riconducibile a una manutenzione straordinaria sui bacini che ha comportato il loro completo svuotamento a fine 2025.
La riduzione dei volumi da fonte idroelettrica ha avuto un effetto, rispetto all’anno precedente, di circa -11 milioni, solo marginalmente compensato dalle maggiori produzioni fotovoltaiche, anche grazie all’entrata in funzione, dallo scorso settembre, dell’impianto di Noto (+1 milione).
Il risultato operativo (Ebit) è stato pari a 211,7 milioni di euro, in diminuzione del 5,4% rispetto ai 223,7 milioni del primo trimestre del 2025. Nel periodo in questione si sono registrati maggiori ammortamenti per circa 9 milioni relativi all’entrata in esercizio di nuovi investimenti, maggiori accantonamenti al fondo svalutazione crediti per circa 3 milioni.
L’utile netto di gruppo attribuibile agli azionisti si è attestato a 128,6 milioni di euro, in diminuzione (-5,1%) rispetto al primo trimestre dello scorso anno, quando era a quota 135,4 milioni. Il calo riflette sostanzialmente l’andamento del risultato operativo e un tax rate pari a 29,6%, leggermente inferiore rispetto al dato del periodo comparativo (30%).
L’indebitamento finanziario netto al 31 marzo scorso si è attestato a 4.177,2 milioni di euro, in diminuzione di 44,5 milioni rispetto al 31 dicembre 2025 (-1,1%). Il flusso di cassa operativo, pari a 257 milioni, copre ampiamente gli investimenti effettuati, pari a 192 milioni. Si segnalano inoltre la cessione di una prima tranche di crediti fiscali maturati nell’ambito dell’eco-super bonus (per 54 milioni) e un decremento stagionale del capitale circolante netto per 12 milioni.
Gli investimenti complessivi realizzati nel periodo ammontano appunto a 192 milioni di euro, di cui 190 milioni di investimenti tecnici (+3%) e due milioni di investimenti finanziari riconducibili l’acquisto di partecipazioni.
Per Luca Dal Fabbro, presidente esecutivo del gruppo Iren, “i risultati trimestrali pongono basi solide per la crescita prevista nei prossimi mesi. La performance è sostenuta dal contributo delle attività regolate e semi-regolate, che raggiungono il 73% dell’Ebitda, e dalla continua disciplina nell’esecuzione del piano industriale. La guidance viene pienamente confermata, con un Ebitda previsto in aumento a fine 2026 del 4%, investimenti pari a circa 950 milioni e un ratio Ifn/Ebitda di 3,1x. Estendiamo inoltre la nostra visibilità sull’utile netto, atteso anch’esso in crescita a fine anno del 3% rispetto al 2025, a testimonianza della robustezza della strategia industriale e finanziaria del gruppo”.
Gli fa eco Gianluca Bufo, amministratore delegato e direttore generale del gruppo: “I risultati del trimestre confermano una performance operativa solida, sostenuta da 4 milioni di euro di crescita organica, dal progressivo dispiegarsi delle sinergie industriali, per ulteriori 4 milioni, e dal recupero della marginalità degli impianti di trattamento dei rifiuti. La filiera energetica, impattata in questo primo trimestre da minore produzione idroelettrica e maggiore competizione nella supply, è attesa però in miglioramento nella seconda parte dell’anno. La generazione di cassa si mantiene robusta e consente di finanziare interamente gli investimenti del periodo, preservando al contempo un profilo di indebitamento equilibrato e coerente con gli obiettivi di piano”.
Per Moris Ferretti, vicepresidente esecutivo del gruppo, quelli del primo trimestre sono “risultati in linea con le attese anche dal punto di vista Esg, trainati dal 62% di investimenti ammissibili per la tassonomia europea. Il forte impegno del gruppo nella creazione di città più sostenibili si riflette nell’aumento della raccolta differenziata, che raggiunge il 71,4%, nell’espansione delle volumetrie teleriscaldate a 115 mmc (+2%) e nella crescita del risparmio energetico generato dai prodotti e servizi offerti (+3%). Il gruppo Iren si conferma un motore di innovazione sostenibile e un abilitatore di crescita per i territori in cui opera, nei quali focalizza circa il 95% degli investimenti”.







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