Il consiglio di amministrazione di Iren ha approvato i risultati al 30 giugno 2026. Tra i principali indicatori economico-finanziari spicca un margine operativo lordo (Ebitda) di 732,1 milioni di euro (+0,8% rispetto alla stessa data del 2025), che ha beneficiato della crescita organica dei business regolati e delle sinergie, che hanno controbilanciato sia la minor produzione idroelettrica che la normalizzazione dei margini della vendita di gas.
L’utile netto di gruppo attribuibile agli azionisti è risultato pari a 181,8 milioni (-1% rispetto al primo semestre 2025), con uno scostamento negativo riconducibile soprattutto a maggiori ammortamenti e accantonamenti al fondo svalutazione crediti.
L’indebitamento finanziario netto, invece, è di 4.276 milioni: per il gruppo Iren il lieve incremento rispetto all’anno precedente (+1,3%) è da ricondursi al pagamento dei dividendi e alla crescita stagionale del capitale circolante netto
Gli investimenti tecnici, pari a 409 milioni (+4,1% rispetto al 30 giugno 2025), hanno riguardato prevalentemente lo sviluppo delle reti idriche ed elettriche, l’estensione della rete di teleriscaldamento, gli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti per il completamento di un impianto Forsu in Liguria, l’installazione degli aerotermi sull’impianto termoelettrico di Turbigo e la trasformazione digitale attraverso progetti informatici. Quasi il 95% degli investimenti si sono focalizzati nei territori di riferimento del gruppo.
Per quanto riguarda gli indicatori di sostenibilità, invece, gli investimenti ammissibili alla tassonomia europea sono stati il 67%; l’intensità carbonica è stata pari a 324 gCO2/kWh, in aumento per effetto della maggior produzione termoelettrica; l’incremento della capacità rinnovabile è stato pari a 243 MW, in crescita del 9% rispetto al 2025 per l’entrata in esercizio dell’impianto fotovoltaico di Noto e di un impianto in provincia di Bologna.
La raccolta differenziata ha raggiunto il 71,4%, in crescita di quasi due punti percentuali rispetto al primo semestre del 2025; le volumetrie teleriscaldate sono salite a 115 mmc, in aumento del 2% rispetto allo scorso anno.
Il numero complessivo dei dipendenti del gruppo è arrivato a sfiorare quota 11.600, a valle dell’assunzione di quasi 390 persone nel semestre in questione.
Per Luca Dal Fabbro, presidente esecutivo del gruppo Iren, “la qualità del nostro portafoglio di business, con il 73% dell’Ebitda derivante da attività regolate e semi-regolate, consente al gruppo di garantire la stabilità dei risultati anche in un periodo caratterizzato da condizioni climatiche sfavorevoli ed elevata competizione di mercato: chiudiamo infatti il primo semestre con una crescita dell’Ebitda dell’1% e un utile netto sostanzialmente in linea con lo scorso anno”. Sul fronte finanziario, “la generazione di cassa pari a 520 milioni di euro, grazie anche a una gestione attenta della struttura del debito con un costo stabile a 2,4%, ha consentito di sostenere gli investimenti e la remunerazione degli azionisti mantenendo una solida posizione finanziaria”.
I risultati del primo semestre 2026, aggiunge l’amministratore delegato e direttore generale del gruppo Gianluca Bufo, “confermano la solidità del modello di business del gruppo e la capacità di generare valore e crescita anche in un contesto caratterizzato da condizioni esogene sfavorevoli, come la scarsa idraulicità che ha impattato il nord Italia in questa prima parte dell’anno. È proseguito il piano di efficienze e sinergie, che ha apportato 11 milioni di euro, raggiungendo già il 55% del target annuo. Tali risultati confermano la validità dei fondamentali industriali del gruppo e le prospettive di crescita di lungo periodo”.
Anche per Moris Ferretti, vicepresidente esecutivo del gruppo, i risultati del primo semestre del 2026 “confermano la solidità del percorso di crescita del gruppo e riflettono l’impegno quotidiano di quasi 11.600 persone, il cui contributo rappresenta un fattore determinante per il raggiungimento degli obiettivi di Iren. Parallelamente, prosegue il nostro impegno a favore dei territori, ai quali abbiamo destinato il 95% degli investimenti del periodo, con l’obiettivo di rafforzarne la resilienza, migliorare la qualità dei servizi e generare valore per comunità, cittadini e imprese. La sostenibilità continua a rappresentare il principio guida della nostra strategia industriale, orientando le scelte del gruppo verso una crescita responsabile e una creazione di valore condiviso e duraturo per tutti gli stakeholder”.






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