Alla vigilia della Giornata mondiale del teatro, che dal 1962 viene celebrata il 27 marzo di ogni anno, la sigla Slc-Cgil di Reggio ha espresso piena solidarietà a tutti i lavoratori dei teatri e della produzione culturale reggiana: “Anche noi come organizzazione sindacale siamo in campo tutti i giorni per lottare contro un sistema che rende i lavoratori del settore spesso invisibili, con contratti precari e con stipendi da fame”, ha sottolineato il segretario della categoria Natale Scebba.
“A chi sostiene che “con la cultura non si mangia” diciamo che non si può immaginare un mondo senza spettacoli, balletti, film, musica; senza i teatri, i cinematografi, i circhi. Un mondo senza attori, musicisti, ballerini, giocolieri. Insomma un mondo di luci, di musica e di vita”.
Eppure, secondo il sindacato, “la politica continua a non tutelare e a non investire risorse adeguate in questo settore, condannandoci a essere un Paese in contraddizione perpetua: tra i più ricchi dal punto di vista culturale eppure tra quelli dove la cultura è sempre più marginale e relegata ad alternativa sacrificabile. Anche in questa situazione di crisi sanitaria questo si rivela un punto di vista miope. E, dallo status di bene primario che dovrebbe intrinsecamente possedere, spesso viene trattata come bene accessorio, di lusso, non per tutti”.
Sul piano delle ricadute della crisi pandemica “vediamo che anche i ristori messi in campo dal governo sono insufficienti a garantire una continuità salariale”, ha concluso Scebba: “Bisogna prevedere un sistema di ammortizzatori sociali che tuteli questi lavoratori, dando una continuità salariale e contributiva che permetta di andare anche in pensione a fine carriera. È necessario incentivare il settore, fare in modo che chi sceglie di lavorare nella cultura non debba essere costretto ad accettare contratti precari e stipendi da fame”.






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Condivido in pieno la tua considerazione!
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