Fuori il 21 ottobre “Oxymore” di Jean-Michel Jarre: al nuovo album si affiancherà una città virtuale della musica

Jean-Michel Jarre ph. Anthony Ghnassia
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“La musica non è fatta solo di note ma anche di suoni, e possono venire da tutti gli elementi della natura che ci circondano. Il passato che viene usato per creare il futuro”: sono le basi dell’ossimoro di Jean-Michel Jarre, il punto di partenza del suo nuovo album, la genesi di “Oxymore” (Sony Music), disponibile dal 21 ottobre in formato cd, doppio vinile e digitale in stereo e in audio spaziale con Dolby Atmos su Apple Music.

Il compositore, performer, produttore e ambasciatore culturale, guru della musica elettronica, a 74 anni suonati (benissimo), gigante inarrivabile, incanta la stampa specializzata organizzando al cinema Anteo di Milano un viaggio a occhi chiusi in quello che si può considerare uno dei suoi progetti più ambiziosi.

Il suo 22° album in studio è un “disegno” che non viene riadattato, ma che nasce già con una direzione precisa, pensato e prodotto fra suoni binaurali e metaverso, che trovano una eco anche nell’illusione ottica della copertina che accenna all’esperienza immersiva.


“Siamo covinti che le fondamenta della musica elettronica siano negli anni ’80 – racconta l’artista – ma a inizio secolo c’era già chi, vero pioniere, gettava le basi di quello che sarebbe stato il suo sviluppo”.

La versione fisica sarà accompagnata da un codice per accedere al master binaurale di altissima qualità, così come ideato da Jean-Michel Jarre durante la produzione dell’album: “Questo è il vero momento di rottura per l’audio e la registrazione del suono. “Oxymore” è un tentativo di illustrare ed esplorare questi nuovi modi di collegare tecnologia e musica. Oggi disponiamo di tecnologie che ci permettono di esplorare la composizione in audio spaziale e ciò rappresenta un’esperienza completamente nuova per noi musicisti durante il processo creativo. All’ascoltatore offre l’esperienza di una modalità più fisica e naturale di sentire il suono e la musica”.

“Nella vita reale la nostra percezione sonora è a 360 gradi – continua Jarre – e “Oxymore” è stato composto pensando specificamente all’esperienza con l’audio spaziale. Anche il mix stereo è più ampio e ha guadagnato ancora più spazio nel processo. Sono convinto che questo sia il modo in cui la musica sarà composta e prodotta in futuro. L’emozione per chi ascolta è un enorme salto di livello, come quando siamo passati dal mono allo stereo”.

Quello di oggi non è stato il primo test emozionale. Durante il processo creativo di “Oxymore”, Jarre ha eseguito una prima versione dal vivo della composizione in audio spaziale fisico a 360° come anteprima mondiale esclusiva, all’interno delle mura della Maison de la Radio a Parigi, sede del Groupe de Recherche Musicale di Jarre anni prima dell’uscita del suo storico album “Oxygène”. Ai pochi fortunati e puristi della musique concrete che hanno potuto partecipare è stato chiesto di chiudere gli occhi e di immergersi completamente nella musica, e “Oxymore” è stato accolto come una “oeuvre majeure” – un’opera fondamentale – nel repertorio di Jarre.

Il concerto è stato offerto anche in social VR in tempo reale ed è stato acclamato da esperti di VR come una delle performance musicali più innovative di sempre; “probabilmente circa 4-5 anni avanti rispetto a Meta”, avrebbe detto Kent Bye del podcast “Voices of VR”. E siamo completamente d’accordo.

Omaggio al compositore francese Pierre Henry, scomparso pochi anni fa e con il quale Jarre voleva collaborare per “Electronica”, l’album che è stato nominato ai Grammy, “Oxymore” è un progetto che si ispira al movimento francese degli anni ’40 “Musique Concrete”, che ha rivoluzionato il modo di produrre musica, e che utilizza nella composizione musicale i suoni registrati come materia prima grezza.

Henry è stato una figura iconica della musica elettronica e classica, nonché uno dei mentori di Jarre al Groupe de Recherche Musical (Grm) dove ha studiato. Dopo la sua morte, avvenuta nel 2017, la vedova di Henry ha fornito a Jarre alcuni elementi audio, campionature e voci, destinati a questa collaborazione, usati poi da Jarre “come fossero spezie – dice lui – buttate qua e là, per condire meglio la musica. Soprattutto nella fase di prima lavorazione”, quella “grezza”, per l’appunto.

Ed è per questo che nel viaggio musicale di “Oxymore” le atmosfere di Pierre Henry interagiscono con il mondo di Jarre, tra suoni analogici e digitali. Jarre ne riprende il concetto e lo reinventa con gli strumenti odierni, al punto di far sorridere la moglie di Henry al primo ascolto di “Brutalism”, che parrebbe aver reagito dicendo a Jarre: “Lo hai tradito abbastanza da farlo contento”.

“Brutalism”, che anticipa come singolo l’uscita dell’album, è forse la traccia più “cruda” dell’intero disco, concepito – in una versione binaurale multicanale e 3D – come un’opera immersiva, in uno dei luoghi simbolo della “Musique Concrete” dove Jarre ha iniziato la sua attività di sperimentazione, gli studi d’innovazione di Radio France.

“Oggi è il momento più emozionante per creare, fare musica e condividere attraverso più canali”, continua a raccontare Jarre, per cui la tecnologia è sempre stata in prima linea, dalla sua istantanea affermazione come pioniere della musica elettronica sperimentando il multi-channel audio alle sue recenti esplorazioni nei regni delle performance in VR e del metaverso, “dalle potenzialità immense” e che lui stesso definisce “il nuovo internet”.

“Il suono binaurale multicanale rivoluzionerà il modo in cui la musica viene composta, mixata e prodotta”, continua senza esitazione, “collocando i suoni nello spazio a 360 gradi, e potrà essere facilmente sperimentato da chiunque tramite un paio di cuffie. Le potenzialità sono infinite ed è giunto il momento di esplorare”.

Non a caso per rendere l’esperienza completamente immersiva farà parte di questo universo anche il mondo in realtà virtuale “Oxyville”: “Una città virtuale della musica – chiosa – dove in futuro inviterò altri artisti a tenere masterclass e altri tipi di eventi. Voglio che diventi una sorta di sandbox per vivere nuove esperienze musicali”.


I presupposti ci sono, visto il successo del concerto in live streaming ambientato in una virtuale Notre-Dame de Paris la scorsa vigilia di Capodanno, capace di attirare oltre 75 milioni di spettatori da tutto il mondo, divisi tra varie piattaforme, televisione e VR.

Anche se Jarre non è certo nuovo ai record: nel corso della sua carriera ha creato le sue performance a partire da alcuni dei monumenti e dei siti più iconici del mondo, per diffondere il suo messaggio creativo, culturale e ambientale. Ambasciatore delle Nazioni Unite per l’Unesco, difensore incondizionato dei diritti d’autore, difensore dell’ambiente e vincitore della Stephen Hawking Medal per la comunicazione scientifica, ha stabilito nuovi Guinness World Records per la partecipazione del pubblico ai concerti in diverse location emblematiche.

È stato il primo musicista occidentale a essere invitato a esibirsi in Cina e ha anche creato ed eseguito concerti-eventi alle Grandi Piramidi in Egitto, nel deserto del Sahara, nella Città Proibita e in piazza Tiananmen, allo skyline di Houston, nella Torre Eiffel, nel Mar Morto, ad Al-‘Ula e chissà ancora dove.

Un immenso avanguardista.

Questa la tracklist di “Oxymore”:

1) Agora
2) Oxymore
3) Neon Lips
4) Sonic Land
5) Animal Genesis
6) Synthy Sisters
7) Sex In The Machine
8) Zeitgeist
9) Crystal Garden
10) Brutalism
11) Epica




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