Francia, lo zio di Saman Abbas ha rinunciato a opporsi all’estradizione in Italia

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Lo zio di Saman Abbas Danish Hasnain, principale indiziato per la sparizione della ragazza di 18 anni di origine pakistana, svanita nel nulla nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio dell’anno scorso dalla sua casa di Novellara, in provincia di Reggio, dopo essersi opposta a un matrimonio combinato in patria, ha rinunciato a opporsi all’estradizione: l’uomo, 33 anni, è stato arrestato il 22 settembre scorso in Francia e si trova in carcere a Parigi, in attesa di essere riportato in Italia.

È stato lo stesso Hasnain, con una mossa a sorpresa, a comunicarlo ai giudici della Corte d’Appello di Parigi, con un’inversione di rotta di 180° dopo essersi opposto per tre mesi alla richiesta di estradizione avanzata dagli inquirenti italiani: “Non mi oppongo, non serve a niente che io resti qui”, ha detto. I giudici francesi comunicheranno verso metà gennaio le modalità di trasferimento del 33enne in Italia.

Di Saman Abbas non si hanno più notizie da ormai più di otto mesi: nonostante il corpo della giovane non sia mai stato ritrovato, gli inquirenti sono convinti che sia stata assassinata da uno o più membri della sua stessa famiglia e che il suo cadavere sia stato successivamente sepolto da qualche parte nella Bassa Reggiana.

Nell’ultimo periodo le ricerche si sono concentrate nei paesi rivieraschi che si affacciano sul fiume Po dopo che il fratello della giovane scomparsa, durante l’incidente probatorio in audizione protetta, ha raccontato al giudice per le indagini preliminari di aver sentito un cugino che, nel corso di una riunione di famiglia, avrebbe parlato di “fare a pezzi” la ragazza e di buttarla nel fiume.

Sono cinque, al momento, le persone indagate a vario titolo con l’accusa di omicidio premeditato in concorso, sequestro di persona e occultamento di cadavere. Oltre ad Hasnain, considerato l’esecutore materiale del presunto delitto, la lista comprende i genitori della ragazza, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen (ancora latitanti dopo essere fuggiti in Pakistan all’indomani della scomparsa della figlia, ed entrambi destinatari di un mandato di cattura internazionale), il cugino Nomanhulaq Nomanhulaq (ancora latitante) e un altro cugino, Ijaz Ikram, fermato e arrestato a giugno del 2021 in Francia mentre tentava di raggiungere la Spagna, e attualmente detenuto nel carcere di Reggio.



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