Fotografia. ‘Un piede nell’Eden. Luigi Ghirri e altri sguardi’

Caserta, 1987 @Eredi Luigi Ghirri_2_11zon

Dopo il grande successo di In scala diversa. Luigi Ghirri, Italia in Miniatura e nuove prospettive, con oltre 38 mila visitatori, la sezione di fotografia di Palazzo dei Musei è pronta a riaprire con una nuova importante mostra, curata da Ilaria Campioli, che a partire dall’opera di Luigi Ghirri esamina diverse sperimentazioni fotografiche intorno al tema della natura.

In concomitanza con il festival di Fotografia Europea, venerdì 28 aprile alle ore 19.30 sarà infatti inaugurata Un piede nell’Eden. Luigi Ghirri e altri sguardi. Giardini in Europa e L’Architettura degli Alberi.

La mostra è promossa dal Comune di Reggio Emilia (Musei Civici, Biblioteca Panizzi) in collaborazione con Archivio Eredi Luigi Ghirri e Fondazione Archivio Leonardi. L’iniziativa vede Crédit Agricole Italia in veste di Cultural Partner e il contributo Art Bonus di Iren.

HANNO DETTO

Questa mattina nella Sala rossa del Municipio di Reggio Emilia si è svolta la conferenza stampa di presentazione della mostra Un piede nell’Eden. Luigi Ghirri e altri sguardi. Giardini in Europa e L’Architettura degli Alberi. Sono intervenuti: Annalisa Rabitti, Assessora a Cultura, Marketing territoriale del Comune di Reggio Emilia; Valentina Galloni, Dirigente Servizi Culturali (Musei, Biblioteche, Attività culturali), Ilaria Campioli, Curatrice; Ilaria Ghirri per Archivio Eredi Luigi Ghirri; Monica Leoni, Responsabile Fototeca Biblioteca Panizzi; Andrea Cavani per Archivio Leonardi; Davide Goldoni, Direttore Regionale Parma – Emilia Est di Crédit Agricole Italia.

“Sono molto felice – tiene a sottolineare l’assessora alla Cultura e al Marketing Territoriale Annalisa Rabitti – di poter raccontare questo nuovo progetto in arrivo a Palazzo dei Musei, che vede la collaborazione con diversi soggetti e che riconferma l’appuntamento annuale con la fotografia. Una volta all’anno infatti, in occasione di Fotografia Europea, il nostro museo “cambia faccia” e ci permette di raccontare il più grande artista contemporaneo della città, quell’intellettuale che ha descritto la nostra terra e la nostra identità. Un piede nell’Eden è una mostra molto complessa e ampia che vuole creare dialoghi: Ghirri non lavorava mai da solo e quindi ci piace riproporre mostre collettive, corali. Ringrazio gli sponsor, e in particolare Crédit Agricole Italia e tutti coloro che hanno collaborato alla mostra. L’anno scorso abbiamo registrato 38mila visitatori solo nella sezione di fotografia e siamo sicuri che anche questa mostra porterà sempre più viaggiatori a Reggio Emilia, in un luogo che ha tanto da raccontare”.

“Il tema dei giardini e del verde, protagonista di questa mostra, – afferma la dirigente dei Servizi culturali del Comune di Reggio Emilia Valentina Galloni – oltre ad essere molto interessante, si colloca perfettamente nel panorama museale internazionale. Quest’ anno l’ICOM ha scelto infatti di dedicare la giornata internazionale a musei, sostenibilità e benessere e uno degli obiettivi sarà proprio la promozione della sostenibilità. Il museo di Reggio Emilia è impegnato da tanti anni nel campo dell’educazione ambientale, e anche in questo caso vi dedica spazio in una mostra collegata a quella principale, a cui si affiancano iniziative e laboratori che porteremo avanti durante l’anno. I Musei Civici, sono sempre più in primo piano nella vita culturale di Reggio Emilia. Un gradimento testimoniato dagli oltre 150mila visitatori complessivi del Palazzo dei Musei nel 2022 che hanno premiato le novità presentate e i progetti espositivi che si sono avvicendati nella principale sede museale cittadina”.

“Un piede nell’Eden – sottolinea la curatrice Ilaria Campioli – accoglie la sfida di riattivare l’archivio di Luigi Ghirri agganciandosi al tempo stesso alla contemporaneità. Siamo partiti dall’esperienza di Giardini in Europa, una mostra prodotta dal Comune di Reggio Emilia, curata da Luigi Ghirri insieme a Giulio Bizzarri nel 1988, a cui abbiamo affiancato 59 immagini realizzate da Ghirri prevalentemente in parchi e giardini fra il 1984 e il 1988, e l’Architettura degli Alberi di Cesare Leonardi e Franca Stagi, opera monumentale pubblicata nel 1982 per lo studio e la conoscenza della struttura degli alberi. Già all’epoca, l’idea di base era quella di sottolineare un’unità di intenti e un senso di appartenenza nei confronti di questi luoghi. In questo senso, nella nuova mostra, fotografia, grafica e disegno ci permettono di riposizionare l’elemento naturale all’interno del nostro sguardo e orizzonte percettivo, dove invece occupa spesso un ruolo marginale”.

“La sezione a Palazzo dei Musei dedicata alla memoria di mio padre – afferma Ilaria Ghirri – cambia abito ancora una volta e ci spinge a considerare l’Archivio come qualcosa di vivo. Con questa mostra si chiude un cerchio che ribadisce tutti gli elementi che stavano a cuore a nostro padre: un archivio aperto, inteso come un serbatoio che può portare alla luce diversi lavori e progetti, la fotografia come possibilità di conoscenza, di linguaggio e stimolo per i giovani e l’apertura, il dialogo con le altre arti”.


Giardini in Europa – sottolinea Monica Leoni, responsabile della Fototeca della Biblioteca Panizzi – è forse l’unica mostra, insieme ad Esplorazioni lungo la Via Emilia, tra le tante che vedono Luigi Ghirri come curatore, di cui conserviamo una buona parte delle fotografie originali in Fototeca, e che siamo davvero felici di poter condividere nuovamente, seppur in parte, con la cittadinanza reggiana dopo 35 anni dalla loro prima esposizione. Le fotografie che appartengono a questa mostra si possono consultare una ad una, sulla nostra piattaforma “Digitare”, il catalogo della fototeca. Nella sezione BDR di Luigi Ghirri inoltre si possono trovare digitalizzati, in ordine per data, i cataloghi delle più note esposizioni di Ghirri e da lui curate, tra cui anche Giardini in Europa.

Un aspetto da sottolineare è che il lavoro di curatela ha accompagnato Ghirri per tutto l’arco della sua carriera, accostandosi, sovrapponendosi e a volte intrecciandosi strettamente con la sua attività personale. Queste esposizioni sono per lui soprattutto delle avventure di gruppo, un modo per promuovere una generazione: la sua, quella dei fotografi nati per la maggior parte tra il 1940 e il 1955, fotografi – più spesso italiani – con cui intrattiene un rapporto spesso di amicizia, e con il cui lavoro sente delle affinità. L’inclusione del proprio lavoro nelle mostre che organizza o alla cui realizzazione partecipa (Viaggio in Italia, Via Emilia, Giardini in Europa, Atlante metropolitano) è la dimostrazione che Ghirri stesso si sentiva parte di una comunità di fotografi, studiosi ed intellettuali, con cui si confrontava, lavorava e progettava, come Giulio Bizzarri, co–curatore della mostra Giardini in Europa e suo compagno di avventura nell’Università del Progetto”.

“L’archivio – secondo Andrea Cavani per l’Archivio Leonardi – è un’entità viva che deve parlare, è un luogo fertile in cui si aprono progettualità straordinarie, a volte sorprendenti come è successo in questo caso grazie alle persone che ci hanno coinvolto. La vicenda de l’ Architettura degli Alberi dimostra come alcune personalità di grande caratura avessero uno sguardo molto attento sulla natura già in quell’epoca, anticipando alcuni dei temi di cui si parla tanto oggigiorno. Queste storie insegnano come una relazione poetica con la natura sia forse l’unica cosa che può salvare l’ambiente. Sono convinto che mostre come queste siano fondamentali, perché costruiscono quelle relazioni che solo gli archivi permettono”.

Infine il pensiero del Cultural Partner “Tra i numerosi ambiti d’intervento di Crédit Agricole Italia, quello della cultura riveste un ruolo di primaria importanza – dichiara Davide Goldoni, Direttore Regionale Parma – Emilia Est di Crédit Agricole Italia –. Il Gruppo è pertanto lieto di essere cultural partner di questa mostra su Luigi Ghirri, vero e proprio maestro della fotografia le cui opere costituiscono un inestimabile patrimonio da continuare a celebrare. L’impegno al fianco del Comune di Reggio Emilia e di tutti i soggetti coinvolti vuole sottolineare quanto sia importante lavorare insieme per non far mancare il sostegno agli appuntamenti capaci di portare valore al territorio.”

L’esposizione “Un piede nell’Eden. Luigi Ghirri e altri sguardi. Giardini in Europa e L’Architettura degli Alberi” propone un’ampia riflessione sull’elemento naturale mettendo in dialogo tre esperienze autonome che si svolgono all’incirca negli stessi anni e in cui fotografia, disegno e grafica fungono da dispositivi privilegiati nel ricollocare la natura all’interno del nostro orizzonte percettivo nel quale, spesso, occupa un ruolo secondario, di sfondo.

Nella prima sezione, dedicata all’opera di Luigi Ghirri, sono presentate 59 immagini realizzate prevalentemente in parchi e giardini fra il 1984 e il 1988, luoghi in cui, secondo l’autore, è possibile rivivere e sperimentare un sentimento di appartenenza con la natura. Fin dagli inizi, la ricerca fotografica di Luigi Ghirri si caratterizza per un forte interesse verso l’elemento naturale del quale non manca di cogliere e mettere in luce le numerose contraddizioni. Da Colazione sull’erba, serie realizzata fra il 1972 e il 1974, in cui Ghirri opera una potente riflessione sulla trasformazione della natura in puro elemento decorativo, attraverso Un piede nell’Eden, che accoglie lavori realizzati fra il 1984 e il 1988 in diversi parchi e aree verdi d’Italia e d’Europa, l’antropizzazione dell’elemento naturale e la progressiva scomparsa delle aree verdi alle porte delle città lo guidano alla ricerca di una nuova immagine in grado di restituire la complessità di un paesaggio in via di sparizione.

Nella seconda sezione è invece riallestita una selezione di 81 fotografie provenienti da Giardini in Europa, mostra collettiva realizzata nel 1988 con la curatela di Luigi Ghirri e Giulio Bizzarri, in cui sono presentati gli esiti delle ricerche condotte da tredici artisti internazionali (Andrea Abati, Olivo Barbieri, Giovanni Chiaramonte, Joan Fontcuberta, Mimmo Jodice, Gianni Leone, Francesco Radino, Olivier Richon, George Tatge, Ernesto Tuliozi, Fulvio Ventura, Verena Von Gagern e Cuchi White) in aree verdi in Italia e all’estero. L’obiettivo – come dichiara lo stesso Ghirri nel testo introduttivo del piccolo catalogo che accompagna la mostra – non risiede nella ricerca di un’unità stilistica ma, soprattutto, di “sentimenti” per rimettere al centro il senso di appartenenza nei confronti di quei luoghi, riconoscendone così l’importanza e la centralità per la vita delle città e delle comunità.

L’Architettura degli Alberi di Cesare Leonardi e Franca Stagi, opera monumentale pubblicata nel 1982 per lo studio e la conoscenza della struttura degli alberi, racconta, nella terza parte della mostra, l’enorme sforzo messo in campo dai due architetti per il riconoscimento delle caratteristiche proprie di ogni essenza e per il corretto inserimento degli alberi nei progetti di giardini e aree naturali. Il volume, realizzato in occasione della mostra allestita a Reggio Emilia nel 1982, è considerato ancora oggi un insuperato strumento per la progettazione del verde e presenta gli straordinari disegni di oltre 212 specie arboree in scala 1:100.

L’insieme delle ricerche proposte in mostra testimoniano di un rinnovato interesse che si sviluppa a partire dalla fine degli anni Settanta nei confronti delle aree verdi, in cui il giardino riappare nel suo spessore ideologico ed ecologico ma anche mnemonico, storico e culturale, come espressione di una nuova forma di sensibilità nei confronti della natura e del passato, oggi definibile come “Patrimonio verde”.

La mostra vede anche la preziosa collaborazione di Mariella Stagi Scarpa, Paolo Stagi, Stefano Stagi e la Biblioteca Civica d’Arte Luigi Poletti di Modena.

Luigi Ghirri (Scandiano, 1943 – Reggio Emilia, 1992) è considerato uno dei più importanti fotografi europei del XX secolo. Il suo lavoro affronta i codici della fotografia: le sue immagini non sono atti di mimesi o semplici riproduzioni, ma modi di esplorare la realtà, sottolineando il carattere fittizio della visione e della rappresentazione. La sua cultura figurativa ha radici nelle poetiche del Novecento, dall’objet trouvé dadaista all’arte concettuale, fino alla pop art americana, mentre in campo fotografico i suoi punti di riferimento sono i fotografi della scuola americana e francese. All’intensa attività espositiva, Ghirri affianca l’idea di un importante lavoro di promozione culturale con la messa a punto di progetti editoriali sviluppati all’interno della casa editrice Punto e Virgola e con l’organizzazione di mostre come Iconicittà (1980), Viaggio in Italia (1984) e Esplorazioni sulla via Emilia (1986), pietre miliari nella storia della fotografia contemporanea italiana che lo vedranno al centro di un animato dibattito.

GLI EVENTI

Venerdì 28 aprile alle ore 19.30 si terrà l’inaugurazione della mostra, a ingresso libero, alla presenza delle autorità. Nel weekend inaugurale sono previste visite guidate (a prenotazione obbligatoria su Eventbrite): sabato 29 aprile alle ore 10.30 e domenica 30 aprile alle ore 15.00. Per queste due giornate la mostra sarà visitabile sino alle 23.00, mentre lunedì 1 maggio sino alle 20.00.

Sabato 29 aprile inoltre, alle ore 16.00, al Chiostro grande di San Pietro è in programma la conferenza di Emanuele Coccia, filosofo e professore alla École des Hautes études en Sciences Sociales a Parigi. Ha scritto molto di natura, arte e moda. I suoi libri più recenti sono “La vita delle piante” (2018), “Métamorphoses” (2020) e “Filosofia della casa” (2021). Nel 2019 ha co–organizzato la mostra “Nous les Arbres” presso la Fondation Cartier di Parigi.

Gli orari di visita a partire da martedì 2 maggio saranno i seguenti:

Martedì – Mercoledì – Giovedì h:10–13

Venerdì – Sabato – Domenica e festivi h:10–20