La Guardia di Finanza di Bologna ha eseguito un maxi-sequestro patrimoniale per oltre 36,5 milioni di euro nei confronti di un’imprenditrice di 69 anni di Reggio – ma originaria del Modenese – ritenuta “socialmente pericolosa” e già condannata in passato con sentenze definitive per numerosi reati economico-finanziari. Il sequestro è stato disposto in base al Codice antimafia, alla luce della palese sproporzione tra i redditi ufficiali e l’ingente patrimonio accumulato.
Secondo l’accusa, la donna avrebbe creato un reticolo di società formalmente intestate a prestanome, ma in realtà gestite direttamente da lei e dai suoi due figli, per ottenere finanziamenti bancari (anche con garanzie statali) che venivano in realtà utilizzati per spese personali e familiari.
Tra i beni sequestrati dalle Fiamme Gialle bolognesi figurano 38 immobili tra fabbricati e terreni in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, cinque auto (Porsche, Audi e Range Rover), 94 rapporti bancari, dodici partecipazioni societarie, oltre 147.000 euro in contanti, 19 orologi di pregio (Patek Philippe, Rolex, Omega, Cartier) e altri oggetti preziosi.
Il provvedimento, emesso dal tribunale di Bologna, è arrivato al termine di indagini coordinate dalla Procura di Reggio e condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria del capoluogo emiliano, con il supporto di altri 14 comandi provinciali della Guardia di finanza.






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