Delitto Bologna, Padovani resta in carcere

Giovanni Padovani GP77

Giovanni Padovani, il ragazzo di 27 anni arrestato per l’omicidio dell’ex compagna Alessandra Matteuzzi, la donna di 56 anni uccisa a martellate nella serata del 23 agosto scorso in via dell’Arcoveggio a Bologna, si è avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell’udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bologna Andrea Salvatore Romito.

Il gip ha convalidato l’arresto di Padovani e ha disposto la custodia cautelare in carcere per il giovane calciatore dilettante, accusato di omicidio aggravato dallo stalking.

Nel frattempo la vicenda si è trasformata anche in un caso politico, perché la vittima solo poche settimane fa aveva denunciato per stalking quello che sarebbe poi diventato il suo assassino, ma anche dopo la denuncia non erano stati presi provvedimenti tempestivi nei confronti di Padovani – come sarebbe potuto essere, ad esempio, un divieto di avvicinamento.

“Non si può affatto parlare di malagiustizia”, si è difeso il procuratore di Bologna Giuseppe Amato, che ha respinto le critiche ripercorrendo le tappe della storia: la denuncia di Matteuzzi “è stata raccolta a fine luglio, il primo agosto è stata iscritta e subito sono state attivate le indagini, che non potevano concludersi prima del 29 agosto perché alcune delle persone da sentire erano in ferie. Quello che potevamo fare lo abbiamo fatto”. Stando ai contenuti della denuncia, secondo Amato, “non emergevano situazioni di rischio concreto di violenza: era la tipica condotta di stalkeraggio molesto”.

La ministra della giustizia Marta Cartabia, in ogni caso, attraverso il suo gabinetto ha chiesto agli uffici dell’ispettorato di svolgere con urgenza “i necessari accertamenti preliminari formulando, all’esito, valutazioni e proposte” su quanto accaduto.



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