È uscito il volume sulla Biblioteca Capitolare di Reggio Emilia

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La Biblioteca Capitolare di Reggio Emilia è un luogo di enorme interesse storico e architettonico e per bellezza, capienza e antichità dei libri conservati ricorda i luoghi incantati di certi film, con i suoi oltre venticinquemila libri e decorazioni di secoli fa. In tantissimi hanno chiesto di poterla visitare, ma purtroppo non è ancora aperta al pubblico perché i restauri non sono terminati.

Tuttavia è già disponibile La Biblioteca Capitolare di Reggio Emilia, un libro che ne ricostruisce la storia e narra anche il passato della nostra città dal basso medioevo a oggi. L’opera è frutto di un lavoro mastodontico di documentazione e indagini storiche ed è corredata dalle splendide foto dei tomi ivi custoditi, compreso il rarissimo – e bellissimo – Liber figurarum, di cui esistono solo altri due esemplari al mondo.
Carestie, avvicendamenti di potere, controversie, ciò che accadeva in queste terre ed era reputato degno di memoria è stato trascritto nella Biblioteca Capitolare ed è riassunto in quest’opera in modo puntuale e coinvolgente.

Dalle lettere agli imperatori alle critiche avanzate tramite cerimoniali complessi ed eleganti, la nostra storia locale è densa di avvenimenti e riserva più di una sorpresa ai non addetti ai lavori. Chiunque pensi che la vita nei secoli passati fosse priva di scosse, leggendo questo libro dovrà ricredersi. Reggio ha ospitato e partorito grandi menti consapevoli dello spirito del secolo in cui vivevano, capaci di rinnovare la città e contribuire a darle il volto che ci è familiare. Ad esempio, il vescovo Arlotti, vissuto nel quattrocento, unì in un solo fabbricato la cattedrale e il battistero, prima separati, dando alla piazza del municipio un edificio che si è conservato fino a oggi. Inoltre portò a Reggio quell’attenzione all’ornamento, ai valori della classicità e ai libri già dati per assodati alla corte estense e papale di allora. Molti altri vescovi furono uomini di grande levatura e spessore intellettuale, oltre che di fede salda e non mancarono esempi di tali qualità anche tra i laici. Vi furono anche artigiani abilissimi come l’orafo, falegname e scultore Prospero Sogale che lavorò alla cattedrale e Bartolomeo Spani, l’artefice della madonna in bronzo dorato che da secoli veglia sulla piazza.

Di queste e molte altre personalità ed eventi – non solo reggiani, ma anche nelle province e città vicine – fanno memoria i testi della Biblioteca Capitolare e questo libro, da leggere nell’attesa (e speranza) che la biblioteca, come si augura il monsignor vescovo Massimo Camisasca, “ispiri una nuova stagione culturale per la nostra Reggio. È mio desiderio, infatti, che la Biblioteca Capitolare, oltre che un luogo vivo, frequentato da ricercatori, studiosi e appassionati, diventi nel tempo anche un centro di fede e cultura, che promuova eventi e iniziative culturali, dove periodicamente si possano presentare libri antichi e nuovi. Un luogo dove le generazioni si possano incontrare e camminare assieme verso la verità e la bellezza, riflesso della Parola che un giorno si è fatta carne ed ha posto la sua dimora in mezzo a noi.”
Romano Sassatelli, presidente della fondazione Manodori, concorda e nell’introduzione nota che

“La Biblioteca Capitolare non è solo una raccolta di testi teologici di grande pregio, è anche la testimonianza, di nuovo viva, che la storia della nostra città è attraversata da un amore profondo per lo scambio e la circolazione delle idee, una particolare tensione per il confronto e la conoscenza. (…) Il volume promosso dalla fondazione Manodori intende anche dare conto del restauro dell’edificio, senza il quale tutto il patrimonio di storia e cultura che custodisce, sarebbe rimasto inaccessibile, e fornire un approfondimento sul contesto storico, culturale e sociale che ha accompagnato la nascita e crescita del patrimonio librario. Una storia ancora poco conosciuta che i testi degli autori ci raccontano, riallacciando fili che, attraverso i secoli, ci aiutano a comprendere e riconoscere i valori che sono alla radice della nostra comunità e di una identità condivisa. (…) leggere libri, per il potere intrinseco delle parole, può essere un piacere e un nutrimento per lo spirito, un esercizio per amplificare la nostra consapevolezza e il desiderio di apertura verso l’altro.

In quest’ottica una biblioteca diventa un luogo di libertà, uno spazio per il bene comune che vive si nutre del tessuto sociale in cui si trova. Un’opportunità per generare legami, ampliare le connessioni e innescare voglia di cambiamento. Non ci sarebbero né evoluzione né crescita senza la diffusione del sapere, senza il confronto e la riflessione su temi universali, come quelli che si intrecciano nei libri che il passato ci consegna per invitarci, ancora una volta, ad osservare il mondo dentro e fuori di noi per conoscerlo e imparare ad amarlo.”

Questo libro è in vendita presso il museo diocesano, aperto martedì e venerdì dalle 9.00 alle 12.30 e sabato anche dalle 15.00 alle 18.30.

Gioia Colli



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