“Due putti che giocano con un’aquila”, l’opera di Boulanger a Modena

Due putti che giocano con unaquila_Jean Boulanger_olio su tavola_Museo Civico Modena

Ritorna al Museo civico di Modena il dipinto su tavola “Due putti che giocano con un’aquila”, l’opera di Jean Boulanger, uno degli artisti più rilevanti del Seicento modenese, che fa parte delle collezioni del Museo e rivive nel restauro sostenuto da La Galleria Bper Banca.

Il restauro del quadro sarà presentato sabato 21 maggio, alle 17, nella sala ex Oratorio del Museo civico: l’incontro permetterà di conoscere da vicino non solo i segreti tecnici che l’opera racchiude, rivelati attraverso il meticoloso restauro effettuato da Daniela Bursi (con la collaborazione di Germano Bertolani per i lavori di ebanisteria), che spiegherà il lavoro svolto, ma anche di scoprire la figura di Boulanger nel contesto storico della Modena estense della prima metà del Seicento, grazie all’intervento di Daniele Benati, storico dell’arte e docente all’Università di Bologna, che ha ricondotto il quadro alla mano del pittore.

A introdurre l’appuntamento saranno l’assessore alla Cultura del Comune di Modena Andrea Bortolamasi; Francesca Piccinini, direttrice del Museo civico; Sabrina Bianchi e Lucia Peruzzi, responsabile de La Galleria Bper Banca e curatrice della collezione d’arte antica di Bper Banca.

Il quadro è stato restaurato dopo essere stato in prestito, insieme ad altre nove opere provenienti dalle collezioni del Museo civico, alla mostra “Corrispondenze barocche”, allestita nel 2021 presso La Galleria Collezione e Archivio storico Bper Banca a cura di Lucia Peruzzi. Il restauro è stato condotto in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città di Bologna e le province di Modena, Reggio e Ferrara.

I “Due putti che giocano con un’aquila”, ritenuta un’opera giovanile di Jean Boulanger (Troyes, 1608 – Modena, 1660), sarà esposta ella sala dell’Arte sacra del Museo Civico, a documentare l’attività di una delle personalità più versatili e interessanti del Seicento in Emilia, negli anni in cui il duca Francesco I d’Este elevò Modena a splendida sede di corte, capace di distinguersi sul palcoscenico barocco del tempo.

Boulanger fu pittore rinomato nella decorazione ad affresco negli anni di Francesco I d’Este; della sua pittura su tela, che dovette essere molto vasta, rimangono pochi esemplari, per lo più di carattere sacro. Ancor più rara e preziosa, la sua produzione su supporto mobile che annovera, solo da tempi recenti, il dipinto del Museo Civico di Modena, donato nel 1904 del conte Luigi Alberto Gandini.

Il soggetto, sotto un apparente e giocoso divertissement, allude in modo ricercato ma nello stesso tempo esplicito alla Casa estense e ne celebra la Gloria. La tipologia dei putti ritorna nei cicli di Sassuolo e delle Pentetorri: il Palazzo Ducale di Sassuolo è il palcoscenico sul quale Boulanger, a capo di una ricca équipe di pittori ma protagonista assoluto, ha modo di esibirsi dal 1636 traducendo in immagini suggestive le indicazioni dei poeti e degli eruditi di corte. La straordinaria ricchezza di linguaggio che sfoggia l’artista in questa sede toccherà l’apice nelle spettacolari soluzioni della Galleria di Bacco, dove il racconto si dipana con sapiente vena narrativa su illusionistici arazzi ed elegante orchestrazione con festoni e le cornici di frutta e fiori realizzati dai milanesi Cittadini.

Le sale espositive del Museo Civico di Modena sono aperte dal martedì al venerdì, dalle 9 alle 12; sabato, domenica e festivi, dalle 10 alle 19. L’ingresso è gratuito. Per informazioni: www.museocivicomodena.it



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