Doppio appuntamento martedì 1 novembre per Il Rumore del Lutto a Parma

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Doppio appuntamento martedì 1 novembre per Il Rumore del Lutto, festival diretto da Maria Angela Gelati e Marco Pipitone, promosso da Segnali di Vita aps, realizzato grazie al contributo di Fondazione Cariparma.

Alle ore 11 al Tempio Crematorio di Valera (Strada Valera di Sopra 115) si svolgerà “Sacrale. Concerto elettro-acustico in 7 movimenti” Concerto dedicato a Rocco Caccavari, di e con Marco Fagotti (elettronica, chitarre e spazializzazione) e Giovanni Ferri (sax contralto), con la partecipazione di Simone Giorgini (contrabbasso), Jacopo Maria Mariotti (violoncello) e Francesco Savoretti (percussioni mediterranee). Evento realizzato in collaborazione con Socrem Parma, con il sostegno di Gruppo Altair e Il Tempio Srl.

Usare il suono per raccontare l’esperienza del sacro: dalla condivisione di questa necessità Marco Fagotti e Giovanni Fanti si sono incontrati nel confronto delle loro attitudini musicali. Ne è nato “Sacrale”, un concerto per contrabbasso, sax, elettronica e percussioni che racconta in 7 stanze musicali le fasi di un processo di evoluzione spirituale. Un percorso che simbolicamente si snoda all’interno di una struttura immaginaria, il Sacrale, luogo-condizione da cui si parte e quello a cui si giunge al termine del cammino. Ad ogni stanza corrisponde uno stato interiore che il suono descrive nella sua essenzialità. Ne scaturisce una tessitura compositiva mutevole ed emozionante, capace di trasformare il concerto in occasione meditativa. L’assenza di un genere predefinito e l’impiego dell’esafonia trasformano lo spettacolo in una esperienza di grande intensità emotiva.

Una lettura scenica su Pasolini è quella che l’attore Fabrizio Croci in “Un fiume di inchiostro” interpreterà alle ore 18.30 alla Sala Concerti della Casa della Musica. «Parlare di Pasolini – scrive Croci – è un’impresa ardua, perchè ci sono tanti Pasolini. Pasolini scrittore, poeta, regista, giornalista, politico, artista figurativo, intellettuale…La cosa che accomuna tutte queste qualità è la sorprendente passione per la vita in tutte le sue forme, la spasmodica ricerca della bellezza, anche laddove al primo sguardo non si percepisce. Da qui la sua passione, il suo occhio amorevole ed indulgente verso le forme più primitive e meno strutturate dell’espressione umana, che portano con sé la verità del reale. A questo Pasolini voglio dare voce nella lettura che farò: al Pasolini poeta che, attraverso la bellezza, perdona la feroce irrazionalità della vita, “la straziante bellezza del creato” come unica cura dell’anima».



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