Un accordo tra Regione Emilia-Romagna e Sogin (la società che si occupa dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi) per dare una prima attuazione ai progetti definiti nell’ambito del “Contratto di Fiume Media Valle del Po”.
È stata firmata a Bologna l’intesa che rappresenta il primo passo per destinare risorse derivanti dalla dismissione della centrale nucleare di Caorso a interventi di riqualificazione e riequilibrio ambientale nei territori che si affacciano lungo il Grande fiume, in provincia di Piacenza.
Si tratta in tutto di 10 comuni, da Castel San Giovanni a Villanova d’Arda, che nei prossimi mesi saranno chiamati a definire le modalità di impiego delle risorse e le priorità di finanziamento attraverso uno specifico percorso di partecipazione.
L’accordo, siglato dalla presidente della Regione e dall’amministratore delegato di Sogin, Gian Luca Artizzu, è frutto delle previsioni normative che consentono alle Regioni in cui si trovano siti nucleari in dismissione di promuovere intese per individuare e attuare misure di compensazione e riequilibrio ambientale.
Nell’ambito del Tavolo della Trasparenza della Centrale di Caorso, la scelta condivisa già nel 2023 è stata quella di utilizzare i fondi disponibili proprio per valorizzare il corridoio ecologico del Po e sviluppare un progetto organico di attrattività del territorio fluviale. All’accordo seguirà un protocollo attuativo, condiviso con tutte le istituzioni coinvolte, per disciplinare gli ambiti di intervento, i rispettivi compiti e l’importo economico per realizzare le misure che saranno definite.
Il Contratto di Fiume Media Valle del Po
Un vero e proprio patto di collaborazione tra enti e soggetti diversi, per tutelare, promuovere e valorizzare quel tratto del “Grande Fiume” che attraversa il piacentino, il cremonese e il lodigiano. È il “Contratto di Fiume Media Valle del Po”, il primo in Italia che vede il coinvolgimento di due Regioni, l’Emilia-Romagna e la Lombardia, e interessa 34 comuni sulle sponde lombarde ed emiliane, tra cui 10 nel territorio piacentino: Castel San Giovanni, Sarmato, Rottofreno, Calendasco, Piacenza, Caorso, Castelvetro Piacentino, Monticelli d’Ongina, San Pietro in Cerro e Villanova d’Arda. E ancora: l’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, l’Aipo, tre Consorzi di Bonifica e due Società di gestione dell’acqua. Fulcro dell’accordo, frutto di un lungo processo partecipativo, è il Programma d’azione, una raccolta di 94 proposte territoriali riconducibili a tre ambiti tematici: qualità e sicurezza del Po, tutela e uso sostenibile del territorio fluviale, promozione e valorizzazione turistica.






Ultimi commenti
E' vero. Ma c'è anche molta "ignoranza" su questi temi e le parole da usare. C'è "ignoranza" persino fra i cattolici praticanti.....figuriamoci fra chi è […]
West e’ senza ombra di dubbio una persona con delle fragilita’ quindi a Reggio Emilia dovrebbe ricevere come minimo un Tricolore dalle mani di Don
"....non può permettersi di insegnare senza sapere" Queste poche, precise parole, scritte dal Direttore, ben descrivono l'attuale amministrazione comunale di Reggio Emilia
Sono anni che vengono spesi soldi pubblici per vaporizzare la nostra cultura a vantaggio di entità esogene, quasi che qualsiasi cosa provenga da oltretorrente sia […]
Si parla di diesel a 3 € prima dell'estate....certo che avendo rinunciato al nostro principale fornitore energetico per sostenere l'ucraina e in nome del diritto […]