La Direzione investigativa antimafia, nel capitolo della sua ultima relazione semestrale in cui approfondisce le proiezioni della criminalità organizzata in Emilia-Romagna, ha lanciato l’allarme: “L’emergenza economica e finanziaria determinata dalla pandemia di nuovo coronavirus non ha risparmiato nemmeno un territorio florido come quello emiliano-romagnolo, dove il rischio di infiltrazione criminale è concreto”.
La crisi, come ha sottolineato la Dia, è da sempre infatti un richiamo per le mafie: il rischio è che “piccole e medie imprese a prezzi di saldo potrebbero diventare un potenziale affare per la criminalità organizzata, sempre pronta ad approfittare della crisi economico-finanziaria, speculando sulle inevitabili difficoltà che hanno colpito moltissimi imprenditori”. In diversi settori, dalla ristorazione al comparto alberghiero, fino alle piccole ditte commerciali, si presenta dunque “il concreto rischio che, per far fronte a spese di gestione ordinarie, pur in assenza di ricavi, molte attività vengano svendute alle associazioni malavitose”.






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Già, è un sintomo della levatura e dell' acume dell' esimio politico!
Bla bla bla/glu glu: chi beve di più?!? Per prudenza, meglio aspettare...
Il "centralismo democratico" fa ancora scuola. Dopo aver discusso, anche per molto tempo, si sceglie quello che la maggioranza del partito vuole. Anche contro coscienza.
Secondo la collaudata e marmorea Kim Jong un theory. In alternativa miniera.
Quelle braccia rubate all'agricoltura, in attesa che molti estimatori lo gratififichino con uguali squallidi commenti se mai volesse privarci della sua presenza, potrebbero nell'attesa